RISPARMIO. Lombardia: le famiglie resistono alla crisi e temono di più l’inquinamento ambientale

Nel 2009 per superare gli effetti della crisi, le famiglie lombarde – soprattutto quelle con prole – hanno dovuto attingere ai risparmi accumulati in periodi economicamente più prosperi. E’ questa la fotografia scattata dall’indagine "Famiglia e risparmio: la risposta italiana alla crisi", della Camera di Commercio, che ha coinvolto 900 persone responsabili negli acquisti in famiglia, di cui 150 della provincia di Monza e Brianza.

L’indagine ha evidenziato che le famiglie lombarde hanno resistito alla crisi, quattro su cinque spera che il peggio sia passato anche se il 76% delle famiglie teme un aumento della disoccupazione e non riesce a essere ottimista sul futuro dei figli.

Se il bilancio familiare tutto sommato resiste alle intemperie della crisi per il 60% delle famiglie, il 18% è stato costretto comunque a metter mano ai proprio risparmi, mentre resta confortante il dato che il solo il 3% ha dovuto indebitarsi.

Forte preoccupazione invece per quanto riguarda il lavoro: l’80% del campione intervistato teme che il numero dei disoccupati aumenterà nel prossimo anno, nonostante il 70% affermi di non credere che questo accadrà a un membro della propria famiglia.

I più fiduciosi nella ripresa sono i giovani, meno preoccupati dalla disoccupazione e convinti di poter risparmiare nei prossimi mesi.

Nonostante ovviamente i più benestanti continuino a passarsela meglio dei nuclei più modesti, il timore di veder scadere il proprio tenore di vita turba i sonni anche delle famiglie agiate con figli.

Ma insieme alle preoccupazioni economiche, anche l’inquinamento ambientale e le sue possibili ricadute sulla salute rappresentano le principali fonti di preoccupazione dei lombardi. Anzi, secondo una ricerca pubblicata oggi – dall’Istituto regionale di ricerca della Lombardia – su percezioni e atteggiamenti dei lombardi di fronte alla questione ambientale, l’inquinamento sarebbe persino più temuto della crisi economica che sta attanagliando i mercati mondiali.

Dall’indagine realizzata tra settembre e ottobre 2009 su un campione di 800 cittadini dai 18 anni agli over 65, è emerso che il 45,4% degli intervistati è preoccupato dall’inquinamento ambientale, il 29,6% teme la crisi economica, il 12,4% guarda con sospetto alla microcriminalità, mentre il 5,6% teme i rischi di pandemia sanitaria e il 5,1% le crisi politiche internazionali. La ricerca mette anche in evidenza la scarsa fiducia dei cittadini nella capacità delle istituzioni di risolvere i problemi ambientali, tanto che solo tre su dieci credono che la situazione possa migliorare. Per questo il 51% degli intervistati invita le istituzioni a promuovere più educazione ambientale a scuola, il 24,5% suggerisce di allegare informazioni alle bollette dell’acqua e dei rifiuti, l’11% di promuovere programmi televisivi ad hoc su antenne locali. Solo il 7% vorrebbe che tali temi fossero divulgati in conferenze pubbliche. Ma se c’è scetticismo anche nei confronti delle imprese, le associazioni ambientaliste riescono invece a conquistarsi la fiducia dei cittadini lombardi.

Così, per risollevare il morale dei cittadini a poche settimane dall’appuntamento elettorale, la Regione Lombardia ha annunciato oggi che sono in arrivo nuove risorse ai Comuni per sviluppare progetti di riorganizzazione degli orari della pubblica organizzazione che garantiscano un più facile accesso anche a chi lavora. È quanto anticipato dal presidente della Regione, Roberto Formigoni, nel suo intervento a un convegno, oggi a Milano, dedicato alle politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro. Il governatore lombardo ha parlato di "un bando da 1,5 milioni di euro che sarà a breve disponibile per sostenere i Comuni che sperimentano politiche dei tempi – ha detto Formigoni – che migliorino la vivibilità delle città e dei territori".

Il presidente lombardo ha ricordato anche tutta una serie di politiche per sostenere le donne nel loro duplice ruolo di madri e professioniste. "Penso – ha concluso – agli stimoli alle aziende pubbliche e private affinché mettano in campo iniziative per favorire la conciliazione dei tempi di lavoro delle proprie dipendenti".

di Flora Cappelluti

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