RISPARMIO. Milano, la tutela lascia insoddisfatti i piccoli investitori e le associazioni

A poco più di un anno dall’applicazione della riforma del risparmio – introdotta dalla Legge 262 del 28 dicembre 2005 – le aspettative dei risparmiatori sembrano essere andate ampiamente deluse. E’ questa la conclusione a cui è arrivato il convegno "Riforma del risparmio: è vera tutela per i risparmiatori?" che si è tenuto oggi a Milano al Palazzo delle Stelline per iniziativa di Adiconsum, l’associazione per la difesa dei consumatori.

Secondo Adiconsum, la recente riforma non ha avuto nessun riflesso positivo sull’andamento del risparmio delle famiglie italiane – che si è più che dimezzato nell’ultimo decennio, nonostante l’attuale ripresa che secondo l’associazione va letta come paura nel futuro e non come reale volontà di investimento.

"La Legge 262 è insufficiente, incompleta e in larga parte da riscrivere. La nostra battaglia per garantire una maggior tutela dei risparmiatori continuerà anche con il governo Prodi", è il giudizio senza appello di Paolo Landi, Segretario nazionale di Adiconsum.

Secondo Landi la legge resta particolarmente negativa l’insufficienza e l’incompletezza delle nuove norme, così come la struttura sanzionatoria della nuova riforma del risparmio, che ha inasprito le pene solo in alcuni casi, contrariamente agli Stati Uniti, che hanno invece pesantemente aggravato le sanzioni per i reati di market abuse. "Le sanzioni sul falso in bilancio restano del tutto insufficienti. Ma soprattutto è particolarmente grave la non introduzione della class action", continua il segretario, sottolineando che senza l’azione collettiva – l’unica veramente utile – il consumatore nonostante l’attività delle associazioni di tutela avrà sempre difficoltà a controbattere e a far valere i propri diritti nei confronti di colossi industriali o bancari.

Tra i pochi aspetti positivi della riforma va menzionato invece il passaggio della tutela della concorrenza all’Antitrust, l’obbligo di fornire prospetto informativo per l’Offerta pubblica e per l’ammissione alla quotazione di strumenti finanziari e l’introduzione di sanzioni per "falso in prospetto". E rimane positivo anche il giudizio sulla modifica della governance della Banca d’Italia e l’applicazione ai prodotti assicurativi delle regole previste per gli strumenti finanziari, così come l’attenzione ai prodotti etici e socialmente responsabili.

Quanto al prossimo appuntamento in tema di risparmio – la spinosa questione della previdenza integrativa – Adiconsum condivide la richiesta della Cisl di anticipare l’entrata in vigore della riforma necessaria per sviluppare la concorrenza che comporterebbe l’abbassamento dei costi di gestione grazie all’immissione sul mercato di nuovi strumenti pensionistici.

Infine oltre a invitare le banche a una maggiore trasparenza sui costi di gestione del risparmio – che spesso annullano i rendimenti previsti – l’associazione ha stilato "le 10 regole d’oro per il piccolo risparmiatore" per ricordare agli investitori che ad elevati rendimenti corrispondono rischi altrettanto importanti.

"Per evitare raggiri e brutte sorprese i piccoli investitori devono verificare che l’interlocutore sia regolarmente autorizzato; ricordare che le promesse di rendimento elevato comportano un rischio sul capitale investito; riflettere prima di investire senza farsi condizionare dalle pressioni dell’intermediario; diffidare dei prodotti finanziari complessi; controllare i costi; non firmare mai moduli in bianco al promotore finanziario; cambiare investimento solo se si è convinti di ottenere risultati migliori; fare attenzione ai mediatori non autorizzati; reclamare se non si è soddisfatti e infine ricordare che le associazioni dei consumatori dispongono di un efficiente sportello riservato al settore credito e risparmio", conclude Adiconsum.

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