RISPARMIO. Mutui Subprime, Consumatori: “Bce non aumenti il tasso di sconto”

Nonostante la parziale ripresa delle borse a livello internazionale, Adusbef e Federconsumatori ritengono siano ancora sottovalutate le ricadute dirette e indirette che lo shock finanziario, scoppiato il 10 agosto scorso e legato ai mutui Subprime americani, produrrà sul nostro paese e sul potere d’acquisto delle famiglie".

Ai problemi di liquidità delle imprese, alla caduta dei titoli azionari e dei fondi di investimento, alla diminuzione dei consumi, che influiranno sicuramente sul Prodotto Interno Lordo con una probabile frenata di circa lo 0,2%, secondo Adusbef e Federconsumatori, si accompagnerà un ulteriore aggravamento della situazione di 3 milioni e 200 mila famiglie che hanno contratto mutui variabili, con un’ulteriore caduta del loro potere d’acquisto (150 euro annui a famiglia). Ricadute negative di circa 140 euro anche per chi è stato coinvolto in operazioni di vendita di prodotti azionari per i più svariati interessi, legati a bisogni immediati e a paure di ulteriori perdite.

Per questo, è necessario un intervento a livello europeo sul tasso di sconto. Qualora la Banca Centrale Europea decidesse di aumentare il tasso di sconto di 25 punti, ci sarebbe un’ulteriore perdita di 160 euro all’anno per 3 milioni e 200 mila famiglie, con un’incidenza statisticamente rapportata al complessivo numero delle famiglie di ulteriori 25 euro (totale perdite a famiglia pari a 315 euro l’anno).

"Il Governo – si legge nella nota – chiedaalla BCE non solo di non aumentare il tasso di sconto, ma di ridurlo, così come richiesto da paesi come la Francia e così come già deciso dalle Banche Centrali americana e giapponese".

LINK: I mutui Subprime secondo Wikipedia

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