RISPARMIO. Obbligazioni Cirio, Tribunale Napoli condanna banca a risarcimento

Il Codacons ha ottenuto un’importante vittoria giudiziaria dinanzi al Tribunale di Napoli. La sentenza riconosce un risarcimento pari a 15mila euro ad una cittadina napoletana che nel 2001 venne sollecitata e convinta dalla propria banca (Banca Popolare di Ancona) ad acquistare obbligazioni Cirio. In particolare, il giudice ha ritenuto che "la banca non ha fornito all’attrice adeguate informazioni sulla rischiosità e implicazioni dell’operazione non consentendo per questo una scelta consapevole".

Così scrive la X sezione del Tribunale di Napoli:
"l’art. 28 Regolamento Consob n.11522 del 1 luglio 1998 chiarisce che, prima di iniziare la prestazione dei servizi di investimento, gli intermediari autorizzati devono chiedere all’investitore notizie circa la sua esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento, nonché circa la sua propensione al rischio e devono consegnare agli investitori il documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari. Di poi dal secondo comma, il quale dispone che tali soggetti non possono effettuare operazioni o prestare il servizio di gestione se non dopo aver fornito informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento o disinvestimento"

"La tesi difensiva sostenuta dalla Banca Popolare di Ancona non può essere condivisa. L’informativa, invero, non può essere generica ma deve essere il più possibile particolareggiata e, comunque, attagliata allo specifico investimento"."Orbene, essendo certamente non contestato che l’operazione presentava profili di rischio tali da renderla inadeguata per chi la stava compiendo, la stessa avrebbe dovuto dimostrare di aver informato l’investitore che si trattava di operazione non adeguata e delle ragioni per cui non fosse opportuno procedere alla sua esecuzione, mettendo in evidenza il notorio livello di indebitamento risultante dai bilanci di tutto il gruppo Cirio, che certo non poteva ignorare e, quindi, la possibile perdita di capitale".

 

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