RISPARMIO. Parmalat, Confconsumatori: il punto sui rimborsi a 7 anni dal crack

L’uscita del film "Il Gioiellino" di Andrea Molaioli, ispirato al crack Parmalat, ha rappresentato e continua ad essere un’occasione per parlare della truffa da 14 miliardi di euro e delle conseguenze che ha avuto su decine di migliaia di famiglie italiane.

"Il film è ben fatto per il modo in cui racconta le tappe che hanno portato gli pseudo Calisto Tanzi e Fausto Tonna, magistralmente interpretati da Remo Girone e Toni Servillo, a costruire, grazie a potenti complicità, da una piccola città di provincia, una truffa da record mondiale. Tuttavia, i risparmiatori restano sullo sfondo, quasi non compaiono e nulla si dice delle conseguenze disastrose di quei soldi "inventati" sulla vita di tante persone" commenta Francesca Arnaboldi, vicepresidente di Confconsumatori, una delle Associazioni di Consumatori che in questi anni ha seguito in giudizio i risparmiatori truffati.

Oggi, a 7 anni dal crack, é possibile fare il punto della situazione e verificare se é stata fatta giustizia e se i risparmiatori "traditi" hanno potuto ottenere qualche risarcimento del danno. I procedimenti penali ancora in corso a Milano ed a Parma, nei quali gli avvocati penalisti di Confconsumatori hanno costituito parte civile moltissimi associati, hanno ormai alzato il velo sulle diverse responsabilità, a volte difficili da colpire adeguatamente.

"I nostri associati, solo con le 4 transazioni dei processi penali, hanno recuperato circa il 30% del capitale investito. Inoltre i nostri avvocati civilisti, grazie agli studi messi in campo dal Tribunale di Milano, hanno potuto individuare argomenti e dimostrazioni forti, da far valere nei Tribunali italiani contro le banche venditrici dei titoli Parmalat, ottenendo sentenze favorevoli ai risparmiatori" spiega Arnaboldi che annuncia un evento pubblico per maggio durante il quale saranno resi noti i risultati ottenuti a favore dei propri associati risparmiatori "traditi".
"Ci piacerebbe vedere – conclude Francesca Arnaboldi – la seconda parte del "Gioiellino", in cui possano essere evidenziati i drammi dei cittadini che avevano chiesto alla banca un investimento sicuro per i propri risparmi, la liquidazione, i proventi del proprio lavoro, convinti di acquistare obbligazioni di quella Parmalat che produceva buon latte, mentre si trattava di società inventate da una finanza "creativa"".

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