RISPARMIO. Parmalat, Tribunale Catania: “Obbligo d’informare”. Confconsumatori illustra sentenza

Si è tenuta questa mattina a Catania una conferenza stampa di Confconsumatori per illustrare e spiegare al pubblico la decisione del Tribunale siciliano, che ha riconosciuto il diritto di un risparmiatore ad ottenere la restituzione delle somme perse nelle obbligazioni Parmalat.Secondo la Corte di Catania, grava sulla banca il preciso obbligo di segnalare al risparmiatore, non in modo generico od approssimativo, la natura dell’investimento intrapreso.

In particolare "il dovere di informazione della banca, soggetto tenuto ad agire con la diligenza, correttezza e trasparenza dell’operatore particolarmente qualificato (ex artt. 21 lett. a) TUF e 1176, 2 comma, c.c.), nell’ambito di un rapporto in cui gli è imposto di tutelare l’interesse dei clienti, comprende l’obbligo di indicare la natura rischiosa o meno degli investimenti. E ciò in virtù di precise disposizioni di legge che disciplinano le regole di comportamento ed informazione: artt. 21, lett. a) e b), del D.Lgs. n. 58/1998 – Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, e 28, commi 1 e 2, del regolamento Consob 1.07.1998, n. 11522".

"Il dovere di informazione – afferma il Tribunale – costituisce fattore idoneo ad influenzare in modo assai rilevante il processo decisionale dell’investitore e che la banca è normalmente in grado di conoscere agevolmente. All’acquisizione di tali cognizioni, in ogni caso, la banca è obbligata in base alle disposizioni regolamentari (art. 26, comma 1, lett. e) REG)".
La Sentenza afferma che non possano costituire esimenti le circostanze che la Parmalat Finanziaria S.p.A. abbia mantenuto fino al novembre del 2003, cioè nell’immediatezza del default, un giudizio di bassa probabilità di insolvenza, nè che il risparmiatore abbia rifiutato di fornire le informazioni sulla propria situazione finanziaria e propensione al rischio, dato che l’intermediario di prodotti finanziari è comunque tenuto a valutare l’adeguatezza dell’operazione ex art. 29 REG.

"L’intermediario, inoltre, ha l’obbligo di astenersi dal compiere per conto degli investitori operazioni non adeguate e deve utilizzare ogni informazione disponibile, anche diversa da quella fornita dai clienti, tenendo conto di tutte le informazioni in suo possesso, quale ad esempio l’età, la professione, la pregressa ed abituale operatività nel mercato finanziario". Sulla base di tali motivazioni il Tribunale catanese ha dunque condannato la banca proponente l’investimento alla restituzione delle somme impiegate nell’acquisto delle obbligazioni Parmalat.

 

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