RISPARMIO. Parmalat, Tribunale Roma condanna banca

Il Tribunale di Roma ha condannato una banca italiana al risarcimento di quanto versato da una coppia di associati Confconsumatori per l’acquisto di titoli Parmalat. Secondo il Tribunale la banca è contrattualmente inadempiente per non avere assolto agli obblighi informativi previsti dal Regolamento Consob e dal Testo Unico Finanziario (T.U.F.) che prescrivono all’istituto di credito di accertarsi della pericolosità del titolo, di comunicare la stessa al cliente, e di assumere informazioni relativamente all’esperienza del medesimo in materia di investimenti finanziari.

"E’ impensabile che un intermediario finanziario – dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale Confconsumatori, che, unitamente alla collega avv. Barbara D’Agostino, ha tutelato in giudizio gli investitori – non si preoccupi di valutare e comunicare la rischiosità dell’investimento, accontentandosi del semplice rifiuto del cliente di fornire informazioni. E’ necessario infatti – continua l’avv. Franchi – che agli investitori vengano fornite precise informazioni, commisurate al loro profilo di rischio. Ma la sentenza è importante – sempre per l’avv. Franchi – perché dimostra che è ormai univoco l’orientamento giurisprudenziale in materia di bond Parmalat, grazie a numerose sentenze di condanna contro gli istituti di credito, che hanno venduto quei titoli spazzatura".

Nel caso di specie, era accaduto che gli investitori avessero comprato obbligazioni "Parmalat Fin", più in particolare bond emessi dalla Parmalat Corporation BV, il 20 novembre 2002, ossia quando quei titoli erano ormai privi di rating, e per questo pericolosi. Tale circostanza non era, peraltro, stata comunicata dall’istituto di credito, il quale si era, inoltre, accontentato del rifiuto dell’investitore di fornire informazioni, senza preoccuparsi di compiere accertamenti sul suo effettivo profilo di rischio.

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