RISPARMIO. Polizze Index, risparmiatrice rimborsata di 50.000 euro

Non ci sono solo i Bond Argentina o Parmalat nel panorama dei risarcimenti ai risparmiatori truffati: le banche stanno rimborsando anche chi ha investito in polizze "index linked", polizze assicurative connesse a strumenti finanziari quali azioni e obbligazioni. Grazie all’intervento di Confconsumatori una risparmiatrice ha ottenuto la restituzione integrale del capitale investito, pari a 50.000 euro.

Il Tribunale di Ferrara ha, infatti, condannato la compagnia di assicurazioni a rimborsare l’intera somma più gli interessi e le spese legali. Il Tribunale, nella sentenza, ha spiegato che il fatto che una polizza vita sia garantita da azioni e obbligazioni, all’andamento dei quali sia subordinata la quantificazione dell’importo spettante al cliente, comporta la ricorrenza di un contratto non assicurativo, a maggior ragione neanche di un’assicurazione sulla vita, ma di una vera e propria operazione finanziaria, analoga agli investimenti in azioni o obbligazioni.

Ed è quindi necessario applicare le norme del TUF (d.lgs. n. 58/98), in particolare l’art. 23, il quale richiede, sotto pena di nullità, la forma scritta non solo del contratto di acquisto degli strumenti finanziari, ma anche di quello generale d’investimento destinato a regolare tutti i rapporti negoziali tra banca e cliente. Mancando quest’ultimo, il Tribunale ha sancito la nullità del contratto generale e dell’investimento camuffato sotto il nome di polizza assicurativa.

Secondo il Tribunale, infine, non ha alcun rilievo il fatto che col d.lgs. n. 303 del 2006 sia stata aggiunta la lettera W bis, in forza della quale anche "i prodotti finanziati emessi da imprese di assicurazione" sono stati sottoposti alla disciplina dell’intermediazione finanziaria. Questa norma, si legge nella sentenza, è "meramente interpretativa, destinata ad eliminare contrasti ermeneutici sorti in ordine all’assoggettabilità dei prodotti in parola alle norme del TUF. Con l’effetto che, anche a prescindere da tale precisazione e quindi anche prima della modifica del d.lgs. cit., i prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione rientravano a pieno titolo nella disciplina dell’intermediazione finanziaria".

"Una sentenza – dichiarano gli avvocati Giovanni Franchi e Stefano Di Brindisi, legali Confconsumatori, che hanno tutelato in giudizio l’associata – di particolare importanza, che dà vita ad un nuovo orientamento giurisprudenziale, per il quale le polizze vita c.d. index o unit linked sono vere e proprie forme assicurative solo quando (il che peraltro non accade mai) garantiscono la restituzione del capitale. Quando invece, come era nella specie, il rimborso è subordinato all’andamento del titolo siamo al cospetto di veri e propri investimenti finanziari, soggetti, come tali, alle disposizioni in materia, tra le quali l’art. 23 TUF, che impone la stipulazione per iscritto del contratto generale d’investimento. Tale principio – precisano gli avvocati – va ricollegato al fatto che tali contratti non sono mai preceduti o comunque connessi con quello generale d’investimento. Da ciò discende che le persone (molte in Italia), che hanno effettuato queste operazioni, pensando di assicurarsi un reddito per la vecchiaia, ma che oggi, invece, a causa di diversi disastri finanziari hanno subito gravi perdite, potranno recuperare i loro risparmi".

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