RISPARMIO. Reato Parmalat verso prescrizione, Picciolini: “Comprensibile rabbia dei risparmiatori”

E’ in arrivo l’ultima beffa per i risparmiatori coinvolti nel crack Parmalat. Come scrive questa mattina il Corriere della Sera, il 18 aprile è attesa la sentenza di primo grado nel processo per aggiotaggio presso il Tribunale di Milano contro le banche Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank e Morgan Stanley e i cinque manager degli istituti esteri. Tuttavia tra poche settimane (dopo 7 anni e mezzo) scatterà la prescrizione per il reato di aggiotaggio. Risultato? Resteranno a bocca asciutta 80 mila risparmiatori.

"E’ un fatto gravissimo" commenta Fabio Picciolini, Adiconsum, "che dimostra come siano andati a buon fine i tentativi delle Istituzioni di far morire i processi non per sentenza ma per prescrizione". "Questo ennesimo caso di prescrizione – tra l’altro di un reato che ha coinvolto tantissime persone – rischia di minare ulteriormente il rapporto di fiducia tra cittadini e giustizia. A ciò si aggiunga la non trascurabile rabbia dei risparmiatori che avevano creduto di investire in azioni sicure e si sono trovati coinvolti in una truffa".

Occorre ricordare che parte dei risparmiatori hanno ottenuto un risarcimento grazie agli accordi che le Associazioni dei Consumatori hanno concluso con i maggiori gruppi bancari (UniCredit, Intesa SanPaolo, etc), come ci ha spiegato Picciolini: "Le associazioni dei Consumatori in questa circostanza hanno fatto di più della giustizia civile". Grazie agli Accordi sono stati conclusi più di 10 mila casi, in meno della metà dei casi i risparmiatori hanno ottenuto rimborsi integrali. Il tutto in 1 anno e mezzo: gli accordi tra le AACC e i maggiori Istituti sono stati, infatti, chiusi nel 2005. "Rimangono fuori i piccoli istituti con i quali non è esclusa la futura sottoscrizione di accordi" conclude Picciolini.

Ma i risparmiatori seguiti dalle Associazioni non solo i soli che hanno ottenti i rimborsi. Come spiega Carlo Federico Grosso, legale di oltre 30 mila piccoli investitori truffati, " sono rimasti come parti civili circa 2 mila/2 mila e 500 risparmiatori, perché oltre 30 mila da me assistiti hanno già transato con le banche, ‘uscendo’ dal processo e recuperando il 30-35% del loro investimento".

di Valentina Corvino

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