RISPARMIO. Rischio prescrizione su bond argentini

Attenzione al rischio prescrizione per chi è rimasto coinvolto nel crack dei bond argentini. "Tutti coloro che hanno visto andare in fumo i propri risparmi devono decidere alla svelta se far causa alle banche che hanno venduto loro queste obbligazioni oppure rinunciare per sempre ai propri soldi". È il monito che arriva dalla Casa del Consumatore che, si legge in una nota, "lancia l’allarme prescrizione dei crediti dei 180 mila investitori che, aderendo all’arbitrato ICSID promosso dalla Task Force Argentina, hanno dovuto rinunciare a far causa alla loro banca. Visto che la rinuncia è revocabile, l’associazione invita tutti a valutare attentamente se proseguire nell’arbitrato o se invece ripensare all’ipotesi di farsi risarcire dalla loro banca, prima che i loro crediti siano definitivamente prescritti".

"È importante – dichiara Giovanni Ferrari, presidente nazionale della Casa del Consumatore – che le migliaia di investitori che hanno aderito all’arbitrato si rendano ben conto di quanto sta per accadere ai loro crediti e delle scarse possibilità di recupero delle somme da un arbitrato internazionale che è sostanzialmente fermo da anni e che potrebbe chiudersi con un lodo inutile viste le precarie condizioni dell’economia argentina".

Nei prossimi mesi, spiega l’associazione, gli istituti di credito che hanno venduto queste obbligazioni potranno contare sulla prescrizione in quanto sono passati quasi dieci anni dal momento in cui bond governativi argentini sono finiti nei portafogli di molti italiani "mentre alle banche era ormai già chiaro che lo stato di salute dell’economia sudamericana era molto precario – continua l’associazione – A stabilirlo con più di una sentenza sono stati numerosi tribunali italiani che hanno dato ragione a quegli investitori che hanno già fatto causa (e ottenuto i risarcimenti)".

L’invito è rivolto soprattutto a chi ha aderito alla Task Force Argentina (Tfa) dell’Abi e "in particolare a quanti, aderendo all’arbitrato ICSID promosso dalla Tfa contro lo Stato Argentino, hanno dovuto automaticamente rinunciare alla possibilità di far causa alla propria banca (si tratta però, fortunatamente, di una rinuncia ancora revocabile)". Secondo la Casa del Consumatore, infatti, l’azione legale internazionale della Tfa è ancora "in altissimo mare" e si è lontani dall’avvio di un processo vero e proprio, mentre l’Argentina versa di nuovo sull’orlo del default. Per questo "è opportuno che coloro che hanno aderito alla Tfa (e quanti nulla hanno invece fatto in questi anni) valutino attentamente se proseguire con la Task Force oppure se prendere in considerazione l’ipotesi di far valere eventuali responsabilità della banca, se ha venduto i titoli senza avvertire il cliente dei rischi connessi".

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