RISPARMIO. “Risparmio tradito”, ancora due vittorie per Confconsumatori

Ancora due vittorie ottenute da Confconsumatori in materia di risparmio tradito. La prima riguarda ancora un’ordinanza con la quale il Tribunale di Parma ha condannato un istituto di credito a restituire ad un associato Confconsumatori la differenza tra il capitale investito in obbligazioni Cirio (€ 20.105,94) e quanto ricavato dalla loro vendita (€ 2.834,74), ossia la somma di € 17.271,20, con in più gli interessi legali e le spese di lite. Il Tribunale ha ritenuto la nullità dell’acquisto a norma degli artt. 1418 e 1470 c.c. per essere stati i titoli alienati nella fase di grey market, cioè quando non erano stati ancora emessi (acquisto effettuato il 24.05.2000 a fronte dell’emissione avvenuta il successivo 30.05.2000). Secondo il giudice l’assenza del prospetto informativo, derivante in questo caso dal fatto che si trattasse di eurobond solo annunciati, ma non emessi, impediva alle banche la vendita alla c.d. clientela retail, ossia al pubblico dei risparmiatori.

"La novità del provvedimento – scrive Confconsumatori in una nota – sta soprattutto nella circostanza che la condanna sia contenuta non come normalmente avviene in una sentenza, ma in un’ordinanza ottenuta alla fine del nuovissimo procedimento sommario di cognizione, introdotto con la riforma del codice di procedura civile contenuta nella legge 18 giugno 2009 n. 69".

La seconda vittoria riguarda l’acquisto di titoli Carrier 1 effettuato dagli investitori presso l’ufficio del promotore, vale a dire fuori dai locali della banca. Si tratta di un caso già deciso dal Tribunale di Parma con una sentenza che aveva dichiarato la nullità del contratto a norma dell’art. 30, comma 7, d.lgs. n. 58/98, perché l’ordine non prevedeva, secondo quanto prescritto dalla legge, la facoltà di recedere entro il termine di 7 giorni. La Corte d’appello di Bologna, dopo aver riformato una sentenza identica, condannando l’investitore alla restituzione, ha confermato il provvedimento del Tribunale.

"Due decisioni importantissime – dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio i risparmiatori – La prima, oltre a confermare che, se non vi è bisogno di una lunga istruttoria, si possono avere provvedimenti in breve tempo, costituisce un importante precedente giurisprudenziale relativamente alla vendita di titoli venduti prima delle loro emissione. Il secondo dimostra, invece, che anche la Corte d’appello è ormai dell’opinione, come del resto è stato specificato dalla legge attuativa della direttiva Mifid, che l’art. 30 TUF, quando parla di collocamento, va interpretato in senso lato, riferendosi la disposizione anche alla semplice vendita di titoli. Il che – conclude l’avv. Franchi – costituisce un fondamentale precedente per tutte le analoghe controversie pendenti avanti i Tribunali dell’Emilia Romagna".

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