RISPARMIO. Titoli Giacomelli, un’altra risparmiatrice risarcita

Il Tribunale di Padova ha dichiarato nullo il contratto d’acquisto di obbligazione Giacomelli e ha condannato la banca a rimborsare l’investimento (€ 77.683,35), effettuato da una risparmiatrice a casa propria alla presenza del promotore finanziario della banca. Il Tribunale ha ravvisato la violazione dell’art. 30 TUF, perché, sebbene il contratto fosse stato stipulato presso l’abitazione della risparmiatrice, ossia in un luogo diverso dalla sede legale della banca o di una sua dipendenza o filiale, alla medesima non era stato comunicato per iscritto che aveva un termine di sette giorni per recedere dal contratto e liberarsi dagli impegni assunti.

"E così dopo diverse discussioni giurisprudenziali in merito all’applicabilità dell’art. 30 TUF (se la disposizione sia riferibile soltanto ai contratti di collocamento e non a quelli di vendita di titoli alla c.d. clientela retail) la giurisprudenza sembra ormai consolidata nell’affermare che la norma va intesa in senso ampio, in modo da ricomprendervi ogni forma d’investimento" dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale Confconsumatori che ha seguito in giudizio la consumatrice. "Trattasi, d’altra parte – sempre per l’avv. Franchi – di una delle prime sentenze sui titoli Giacomelli, titoli comunque analoghi a quelli di altre società che, come la Parmalat, la Cirio e La Veggia, sono ricorse all’emissione di bond in Belgio e Lussemburgo prima di finire in default. Il che dimostra che la giurisprudenza formatasi su titoli "più famosi", come i bond Parmalat e quelli argentina è invocabile in ogni altro caso analogo".

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