RISPARMIO. Titoli “La Veggia”, Confconsumatori ottiene vittoria

Il Tribunale di Reggio Emilia ha condannato una banca alla parziale restituzione di quanto versato (€ 24.665,71) da un consumatore, oltre interessi e spese, per l’acquisto di obbligazioni La Veggia. Lo rende noto la Confconsumatori che ha difeso in giudizio il consumatore. Il caso, quanto meno dal punto di vista processuale, è piuttosto particolare, perché era stato solo il marito ad agire contro l’istituto di credito per ottenere il rimborso delle somme investite in quei bond. Il Tribunale gli ha dato ragione solo per quanto riguarda metà della somma, invitandolo a chiamare in giudizio anche la moglie per poter accogliere integralmente la domanda. "Una sentenza – dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale Confconsumatori – che conferma l’orientamento giurisprudenziale sempre più consolidato, per il quale non si possono vendere titoli a clienti senza adeguatamente informarli delle loro caratteristiche, così da poter valutare l’adeguatezza dell’investimento. Anche per l’acquisto di obbligazioni La Veggia – prosegue l’avv. Franchi – ormai diverse sono le vittorie dei risparmiatori, che si aggiungono a quelle ottenute per altri titoli, quali Parmalat, Cirio, Argentina ecc.".

Il Tribunale, comunque, ha affermato chiaramente che l’intermediario ha precisi obblighi di informazione nei confronti del cliente, precisi obblighi che non si esauriscono nella consegna del documento generale d’investimento. Questo perché, sempre per il giudice, l’intermediario è tenuto ad effettuare una valutazione della propensione al rischio del cliente, è tenuto a conoscere il prodotto, comparando quindi la sua propensione specifica con le particolari caratteristiche del prodotto proposto e desumendo da tale confronto un fondato giudizio di adeguatezza. Ed essendo, nel caso specifico, mancata la prova da parte della banca di aver assolto a tali obblighi, ne è derivata la condanna della stessa a risarcire il marito per la metà. La sentenza costituisce, peraltro, un precedente ai fini della condanna dell’istituto anche nei confronti della moglie.

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