Rc Auto e trasparenza, le proposte Antitrust

Sempre più difficile per gli italiani scegliere la polizza Rc auto migliore: esiste infatti un gap informativo a sfavore dell’assicurato, al quale non vengono forniti gli strumenti per effettuare le proprie scelte. A fronte di una massa di informazioni spesso inutili mancano elementi fondamentali per orientarsi tra le diverse alternative. Lo rileva una indagine su 50 imprese dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato che ha oggi inviato al Governo, al Parlamento e al presidente dell’Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) una segnalazione sul tema della trasparenza del settore.

Dalla ricerca dell’Autorità emerge infatti che la scarsa trasparenza rappresenta un grave ostacolo alla mobilità del settore: in Italia, ogni anno, solo il 4% dei consumatori cambia compagnia di assicurazioni, a fronte del 21% della Germania e del 35% del Regno Unito. Nella segnalazione l’Antitrust afferma che una modifica del contesto regolamentare, ispirata a criteri di semplificazione e razionalizzazione, potrebbe favorire il confronto concorrenziale tra i prodotti offerti sul mercato, con benefici per la generalità dei consumatori, in termini di minori prezzi, maggiore trasparenza e migliori servizi per le polizze RC Auto.

Innanzitutto per l’Autorità è essenziale rivedere l’insieme delle informazioni che vengono date al consumatore, con un significativo processo di semplificazione. La soluzione la offre l’Antitrust stessa con una serie di proposte:

  • La predisposizione di un foglio unico informativo per tutte le imprese con le informazioni generali sul mercato Rc auto e di un documento per ogni impresa con le informazioni dell’azienda (redatto con uno standard comune);
  • Eliminazione delle informazioni non necessarie, particolarmente diffuse nella polizza Rc Auto, predisponendo, ad esempio, documenti specifici per ogni tipologia di veicoli (autovetture, autocarri, ciclomotori, motocicli, ecc.);
  • Obbligo per le imprese di fornire direttamente all’utente i dati specifici rilevanti, quali il premio e la posizione nella scala bonus-malus;
  • Abolizione del tacito rinnovo, con ciò aderendo alla proposta formulata dall’Isvap;
  • Abolizione l’obbligo, a carico delle imprese, di convertire il proprio sistema a quello esistente prima della liberalizzazione: "si tratta – spiega l’Antitrust – di un sistema che complica ulteriormente il quadro informativo. In alternativa si potrebbe riportare nell’attestato di rischio la storia assicurativa passata, per un numero sufficiente di anni. Inoltre, prima del rinnovo del contratto le imprese dovrebbero informare per iscritto l’assicurato circa l’entità, almeno percentuale, di aumento e riduzione del premio in caso di presenza o assenza di sinistri nel corso del periodo di vigenza dello stesso. In tal modo l’assicurato sarebbe posto in condizione di conoscere, in caso di sinistro, quando può risultare conveniente rimborsare il danno causato e quindi se denunciare lo stesso alla propria impresa di assicurazione. Tale misura potrebbe contribuire a ridurre il numero di sinistri denunciati e quindi i costi di gestione degli stessi, con beneficio per l’intero sistema".

 

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