Rc auto, presto sentenza Ue su obbligo a contrarre

In merito alla causa c-518/06 che contrappone la Commissione Ue allo Stato Italiano per inadempimento oggi l’avvocato generale della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, Jan Mazak ha reso note le sue conclusioni. Secondo la Commissione Ue la legge italiana 990/1969 (assicurazione obbligatoria della responsabilità civile dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti) viola alcune disposizioni europee relative alla libera prestazione dei servizi. In particolare, violazione degli artt. 43 CE e 49 CE; degli artt. 6, 9, 29 e 39 della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/49/CEE, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative riguardanti l’assicurazione diretta diversa dall’assicurazione sulla vita e che modifica le direttive 73/239/CEE e 88/357/CEE (terza direttiva assicurazione non vita) (GU L 228, pag. 1) – Calcolo dei premi di assicurazione – Obblighi imposti agli assicuratori aventi sede in un altro Stato membro.

In attesa della data della pronuncia della Corte, oggi l’Avvocato generale suggerisce di:

– dichiarare che, introducendo e mantenendo in vigore un obbligo, imposto a tutte le imprese di assicurazione, comprese quelle che hanno la loro sede centrale in un altro Stato membro ma che operano in Italia nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi, di fornire assicurazione obbligatoria della responsabilità civile auto verso terzi, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi dell’art. 43 CE e 49 CE;

– dichiarare che, introducendo e mantenendo in vigore una normativa sul calcolo dei premi concepita per prevenire l’elusione dell’obbligo a contrarre, in violazione del principio della liberta di fissare premi di cui agli artt. 6, 29 e 39 della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/49/CEE, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative riguardanti l’assicurazione diretta diversa dall’assicurazione sulla vita e che modifica le direttive 73/239/CEE e 88/357/CEE (terza direttiva assicurazione non vita), la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi di tale direttiva;

– dichiarare che, introducendo e mantenendo in vigore regole in base alle quali le imprese di assicurazioni che hanno la loro sede centrale in un altro Stato membro, ma operano in Italia nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi, calcolano i loro premi, e imponendo sanzioni per violazione di tali regole, in contravvenzione del principio della vigilanza dello Stato membro d’origine di cui all’art. 9 della direttiva 92/49, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi di tale direttiva.

 

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