Reach, via libera del Parlamento Ue

Il Parlamento europeo ha dato oggi via libera, con 529 voti a favore e 98 contrari, al regolamento Reach , la riforma della legislazione sulla chimica. La direttiva va ora alla ratifica senza discussione del Consiglio e potrà diventare effettiva dal primo giugno prossimo per essere a regime completo entro il 2018. Il testo, di 713 pagine – erano 1.200 all’inizio della procedura – intende mettere sotto controllo, a protezione della salute dei cittadini e dell’ambiente circa 30 mila sostanze commercializzate. Sulla base del compromesso raggiunto, nel caso delle sostanze più pericolose, i produttori dovranno presentare un piano di sostituzione con altre meno nocive. Se non esistono prodotti alternativi le aziende dovranno presentare un programma di ricerca e sviluppo che abbia l’obiettivo di individuarle.

"Decolla REACH, ma con troppe falle". Questo il commento delle associazioni: Legambiente – WWF – Altroconsumo – Amici della Terra – Comitato per la Bellezza – A.M.I.C.A – Greenpeace – Greencross – Associazione Ambiente e Lavoro – Doctors For Environment – Medicina Democratica – RES – Movimento Difesa Del Cittadino – ISSI – CGL – CISL – UIL – AIDII che esprimono la loro generale insoddisfazione.

Le associazioni evidenziano che in Italia permane una sottovalutazione, sia politica sia industriale, sull’importanza dei nuovi adempimenti previsti dal REACH e, quindi, annunciano che si batteranno per ottenere una piena attuazione del REACH, affinché il nostro Paese recuperi i ritardi accumulati ed attivi tutte le iniziative a tal fine necessarie, compresa l’istituzione di un apposito Organismo nazionale che sappia dialogare con l’Agenzia europea e garantire informazione agli utenti, assistenza alle imprese e vigilanza e controllo.

"Reach decolla"
Il regolamento, destinato a sostituire la legislazione europea nata più di 40 anni fa, avvia l’Europa verso un nuovo approccio alla regolamentazione delle sostanze chimiche.
La circolazione di sostanze (prodotte o importate in quantità superiori a 10 tonnellate/anno per produttore) non registrate e prive di documentazione sui relativi rischi per salute e ambiente e sulle relative misure di prevenzione necessarie per evitarli, non sarà più consentita in Europa.
Si introduce un dispositivo di sostituzione per alcune categorie di sostanze chimiche pericolose (PBT e CMR) con alternative più sicure, ove disponibili, ma – anche in questo caso – la loro sostituzione non è automaticamente obbligatoria.

Le informazioni di sicurezza riguarderanno l’intero ciclo di vita della sostanza, che parte dalla produzione e attraversa l’utilizzo professionale, il consumo e termina con lo smaltimento.
Gli utilizzatori professionali potranno richiedere e ottenere informazioni sulla presenza di sostanze chimiche pericolose nei prodotti. Anche i consumatori avranno accesso (su richiesta) a un certo numero di informazioni sulle sostanze presenti negli articoli di loro utilizzo, ma limitatamente alla presenza di sostanze molto problematiche.

"Reach: troppe le scappatoie"
REACH, nel testo approvato dal Parlamento, consentirà ancora l’impiego di molte sostanze chimiche che possono causare gravi danni alla salute, fra cui cancro, malformazioni congenite e patologie del sistema riproduttivo, nonché danni al sistema endocrino.
Il criterio che consentirà alle industrie chimiche di ottenere l’autorizzazione di continuare a vendere le sostanze CMR e ED è il cosiddetto "adeguato controllo": la sua applicazione richiede che sia dimostrato per tutti coloro che producono o utilizzano la sostanza che l’esposizione rimanga al di sotto del valore soglia di sicurezza. Ma la comunità scientifica ha sempre sostenuto che non esiste un livello di esposizione privo di conseguenze per le sostanze pericolose e, visto che sono ancora sconosciuti gli effetti delle miscele di sostanze sulle delicate funzioni ormonali e sullo sviluppo dei bambini sin dai primi stadi di vita, le associazioni di medici, di consumatori e le imprese più innovative d’Europa hanno considerato l’obbligo di sostituzione in REACH la sola misura in grado di tutelare la salute e l’ambiente dalle sostanze chimiche pericolose.

Le scappatoie e le norme di auto-regolamentazione dei produttori introdotte nel REACH lo rendono estremamente vulnerabile a successive interpretazioni strumentali: per esempio, non sarà garantito che le informazioni di terzi in merito alla disponibilità di alternative più sicure vengano prese in considerazione dalle industrie. Il 60% delle sostanze chimiche, che rientrano nel campo di applicazione di REACH, in quanto prodotte o importate in quantità inferiori a 10 tonnellate l’anno, potranno comunque circolare prive di dati di sicurezza significativi.

Possiamo evitare il fallimento di REACH
Per i decisori politici europei si apre una partita decisiva: dovranno vigilare la nuova Agenzia europea delle sostanze chimiche, a Helsinki, affinché possa operare in modo corretto e garantire una piena applicazione del REACH. In Italia si apre la partita dell’attuazione del regolamento, e le associazioni si impegnano sin d’ora affinché le autorità competenti siano equipaggiate e organizzate:

  • per effettuare una valutazione seria e rigorosa delle documentazioni di registrazione;
  • per assistere l’industria nella prospettiva dell’innovazione;
  • per tutelare le lavoratrici e i lavoratori, i consumatori e l’ambiente con controlli rigorosi e seri.

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