Redditi on line, la Procura indaga e i consumatori si schierano

In attesa dell’esito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sul caso della pubblicazione on line dei redditi degli italiani le associazioni dei consumatori si schierano con e contro Visco. Da una parte il Movimento Difesa del Cittadino che conferma il giudizio sulla liceità della pubblicazione su internet dei dati e pubblica da oggi sul sito www.mdc.it la dichiarazione dei redditi del presidente nazionale Antonio Longo e il bilancio dell’associazione.

"Siamo dalla parte di Visco, che peraltro sembra in sintonia con la grande maggioranza dei cittadini. – dichiara Longo – Siamo convinti della legittimità dell’iniziativa, essendo le stesse dichiarazioni pubbliche e accessibili fin dal 1973 secondo il principio di trasparenza e l’obbligo di pubblicazione dei dati fissato dalla legge; e anche perché la Pubblica amministrazione finalmente è arrivata a considerare Internet e le tecnologie on line come strumenti validi per l’agire amministrativo e i rapporti con i cittadini. Siamo ai vertici nel mondo (o forse i primi assoluti) per l’utilizzo delle tecnologie informatiche nella presentazione, l’invio e la lavorazione delle dichiarazioni dei redditi. Non si capisce perché l’uso di Internet debba fermarsi davanti alla pubblicità dei dati".

"Riconosciamo – conclude Longo – che sarebbe stato meglio condizionare la consultazione a una registrazione obbligatoria per l’accesso al sito in modo da tracciare gli ingressi. Ma ci sembra un peccato veniale, di fronte a una sostanziale legittimità. Così la pensano anche gli italiani in larga maggioranza. Tutti i maggiori quotidiani che hanno sottoposto al giudizio dei lettori on line il quesito hanno registrato ampia approvazione: dal 69% degli oltre centoventimila di Repubblica.it al 54% di quelli del Corriere.it, fino al sorprendente 58% dei lettori del Sole24.com".

Dall’altra parte il Codacons che insieme con l’Associazione Utenti Servizi Finanziari, ha presentato al PM romano la costituzione di parte offesa nominando l’avvocato romano Claudio Coratella per tutelare gli interessi dei contribuenti messi in rete senza il rispetto delle procedure previste dalla legge 241/90 come modificata dalla legge 15/05. La richiesta di risarcimento ammonta a 20 miliardi di euro da distribuirsi tra i 38 milioni di contribuenti italiani , 520 euro circa per ciascuno di essi. Nella istanza si chiede anche il sequestro degli elenchi da chiunque detenuti , anche attraverso l’oscuramento dei siti che ancora lo offrono in visione gratuita o a pagamento.

Intanto il Garante per la privacy è in attesa da parte dell’Agenzia delle Entrate degli "elementi richiesti al fine di una piena valutazione della vicenda". Il reato su cui sta indagando la procura è quello di "violazione della privacy". Ma l’Agenzia risponde assicurando il rispetto della legge: la predisposizione degli elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi è infatti prevista dall’articolo 69 del Dpr numero 600 del 1973. Analogo adempimento è previsto dall’articolo 66 bis del Dpr numero 633 del 1972 per la predisposizione degli elenchi dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione annuale Iva.

A preoccupare è la modalità con cui gli elenchi dei redditi dei cittadini sono stati pubblicati. Secondo il Garante "la diffusione in Internet, anche per poche ore, rende infatti ingovernabile la circolazione e l’uso di questi dati così come la loro stessa protezione". L’Autorità ha infatti sottolineato che la accessibilità dei dati in rete non significa che essi siano di per sé liberamente diffondibili da qualunque utente della rete; la loro ulteriore diffusione può esporre a controversie e conseguenze giuridiche. Ma anche in questo caso l’Agenzia si difende: La decisione di utilizzare il mezzo telematico nasce dalla norma introdotta con il codice dell’amministrazione digitale varato nel 2005 che dispone di assicurare la fruibilità dell’informazione in modalità digitale utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

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