Rifiuti, Corte Ue condanna Italia

BRUXELLES. La Corte di giustizia europea del Lussemburgo ha oggi condannato l’Italia per "non aver elaborato né comunicatole" l’ applicazione delle direttive Ue nell’elaborazione di alcuni piani di gestione dei rifiuti, compresi quelli pericolosi. In particolare, i giudici di Lussemburgo danno ragione alla Commissione Europea che contesta la mancata presentazione del piano gestioni dei rifiuti per la provincia di Rimini; dei piani di gestione dei rifiuti comprendenti i luoghi o impianti adatti per lo smaltimento dei rifiuti per la regione Lazio; i piani di gestione dei rifiuti per le regioni Friuli-Venezia Giulia e Puglia, per la provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige e la provincia di Rimini.

Le direttive di cui Bruxelles ha contestato la non corretta applicazione sono la 75/442 sullo smaltimento e il recupero di rifiuti per incoraggiare l’adozione di misure per la loro limitazione e la 91/689 sulla gestione controllata dei rifiuti pericolosi.

La normativa Ue prevede che ogni stato membro invii a Bruxelles piani che specifichino i tipi, la quantità e l’origine dei rifiuti da recuperare o smaltire, i requisiti tecnici, i luoghi o gli impianti adatti allo smaltimento. La Commissione aveva scritto alle autorità italiane il 19 dicembre 2002 per sottolineare l’inadempienza riguardanti un folto numero di province e regioni (piu’ ampio di quello indicato nella sentenza), lettera a cui Roma avrebbe dovuto rispondere entro due mesi. Insoddisfatta della risposta, Bruxelles ha scritto nuovamente alle autorita’ italiane il 13 luglio 2005, inviando un parere motivato. Roma aveva replicato limitandosi a due notifiche relative ai piano di gestione dei rifiuti delle provincie di Gorizia e Modena.

A questo punto Bruxelles ha citato l’Italia davanti Corte. Passando in rassegna le diverse considerazioni delle due parti i giudici sono giunti alla conclusione che l’Italia per alcuni piani ”è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza delle normative Ue" ed è dunque "condannata alle spese".

 

 

 

 

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