Rifiuti, in Italia è sempre emergenza

"Il "nanismo" nella struttura dell’offerta italiana è uno dei principali fattori che determina la bassa competitività delle imprese del settore rispetto all’Europa". E’ questa una delle principali evidenze emerse dalla presentazione odierna del primo Rapporto sui Rifiuti Urbani in Italia dell’Osservatorio dei Servizi Pubblici Locali CNEL. Secondo l’indagine "la piccola dimensione degli operatori influisce anche sul basso livello di concentrazione del mercato: i primi cinque operatori italiani servono complessivamente poco più di un quinto della popolazione nazionale, mentre negli altri paesi i "top five" arrivano a servire in media il 40% degli abitanti".

Quanto alla dotazione infrastrutturale l’Italia manifesta un’arretratezza evidente. "Gli impianti di incenerimento del nostro Paese, che rappresentano una forma di smaltimento del rifiuto molto in uso altrove, – rileva il CNEL- sono infatti i più piccoli d’Europa, con una "taglia media" pari a circa la metà degli inceneritori presenti negli altri paesi". Per contro l’Italia si distingue, se si eccettua l’Inghilterra, per il maggior numero di discariche presenti sul territorio. Per superare questa deficienza impiantistica occorre – secondo l’Osservatorio – "realizzare in tempi rapidi significativi investimenti. Nel 2010 il fabbisogno dell’industria dei Rifiuti Urbani, necessario a garantire una capacità impiantistica adeguata, ammonta a 4 miliardi di Euro, di cui circa il 40% (1,7 miliardi di Euro) dovranno essere spesi nel Mezzogiorno, 1,35 nel Nord e il restante miliardo nelle Regioni del Centro Italia".

Secondo il Rapporto infatti esiste non solo una significativa distanza tra l’Italia e l’Europa ma anche, all’interno del mercato domestico, tra Nord e Mezzogiorno, quest’ultimo almeno dieci anni indietro in termini di politica industriale complessiva rispetto al resto del Paese. Una considerazione tutt’altro che marginale se si considera che "la mancata realizzazione al 2020 dell’impiantistica per rifiuti, necessaria per allineare le performance italiane alle best practice europee, costerebbe alla collettività (in termini di "costi del non fare") 27 miliardi di Euro, a conferma della relazione tra efficacia ed efficienza economica".

La questione dei rifiuti in Italia è sempre in "emergenza". E’ quanto ha dichiarato nel corso della presentazione del Rapporto Raffalele Morese, Presidente della Commissione grandi opere e reti infrastrutturali, politiche energetiche, servizi a rete del CNEL, che ha aggiunto " il 60% dei rifiuti nel nostro Paese va in discarica mentre solo il 40 % in incenerimento, percentuali che in Europa si ribaltano completamente. Un fatto che è esplicativo del gap che in termini di costi e di tutela dell’ambiente separa il Belpaese dal resto del Vecchio Continente". "Occorre – ha concluso Morese – avere un politica industriale in grado di favorire le tecnologie che nel rispetto dell’ambiente, siano in grado di eliminare in larga misura entro 4-5 anni l’uso delle discariche".

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