Riforma Autorità, AACC chiedono indipendenza

Indipendenza delle Autorità di regolamentazione, risoluzione dei nodi finora rimasti irrisolti – l’assenza di un’Authority sui trasporti, la ripartizione delle competenze sui servizi idrici e sui servizi postali – e la necessità di perfezionare la destinazione delle risorse derivanti dalle sanzioni alle aziende sono state al centro dell’Audizione delle Associazioni dei Consumatori sulle Autorità amministrative indipendenti che si è svolta ieri alla Camera.

Il Movimento Difesa del Cittadino si è dichiarato "molto favorevole ad una revisione del sistema delle Autorità indipendenti, il cui ruolo è stato e continua ad essere fondamentale per un migliore funzionamento del mercato e una più efficace tutela dei consumatori". Fra i criteri da seguire per una possibile riforma, l’associazione ha segnalato "il rafforzamento dell’indipendenza, attraverso procedure di nomina trasparenti con audizioni dei candidati davanti alle Commissioni parlamentari, pubblicazione dei curricula e maggioranza dei due terzi"; "impossibilità per i Commissari alla fine del loro mandato per almeno tre anni di assumere incarichi di lavoro e consulenza nel settore sorvegliato dall’Autorità di cui faceva parte"; "uniformità delle retribuzioni e indennità dei Commissari di tutti i Collegi, che comunque non potranno superare quelle stabilite per i Giudici costituzionali"; "assunzioni con concorso pubblico per tutte le funzioni".

In tema di risorse, MDC chiede che vi sia la "destinazione obbligata per legge di tutte le risorse provenienti da multe comminate dalle Autorità per progetti destinati ai Consumatori (informazione, assistenza, conciliazione), attraverso un capitolo specifico del Ministero dello sviluppo economico su cui tali risorse andranno convogliate, senza che il Ministro dell’economia possa distrarle ad altra destinazione, ferma restando la competenza delle Commissioni parlamentari sui programmi di utilizzo delle risorse".

Per l’associazione, bisogna dunque istituire una nuova Autorità dei trasporti che abbia competenze su ferrovie e autostrade, attribuire le competenze sui servizi postali all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e le competenze sul comparto idrico all’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Stessa posizione emerge dal documento presentato da Cittadinanzattiva insieme a Adoc, Movimento Consumatori, Lega Consumatori, Altroconsumo. Le proposte presentate per la riforma delle Autorità riguardano infatti il riordino delle competenze delle Autorità con la creazione delle Autorità nel settore dei trasporti, l’estensione all’AEEG delle competenze sui servizi idrici e l’estensione all’Agcom delle competenze sui servizi postali, con particolare attenzione inoltre all’autonomia finanziaria.

Nel loro documento, le cinque associazioni hanno ricordato il sistema di finanziamento per il quale sono utilizzati in favore dei consumatori i fondi di provenienza delle multe Antitrust e AEEG pagate dalle aziende a seguito di sanzioni comminate dalle autorità in violazione dei diritti dei consumatori e della concorrenza: "Giova forse ricordare che con tale sistema circa 180.000 cittadini consumatori hanno avuto la possibilità di accedere ad uno strumento di giustizia alternativo in maniera gratuita". E hanno sottolineato: "Il crescente sviluppo delle conciliazioni paritetiche e la garanzia di gratuità per il cittadino rende necessaria la stabilità del sistema di finanziamento. Il CNCU è impegnato nella definizione di proposte che possano garantire stabilità e la tenuta del sistema di conciliazione paritetica che si candida per sua natura ad essere lo schema tipo di riferimento per le controversie di consumo".

"In questo contesto – puntualizzano – appare una anomalia il fatto che le sanzioni comminate dall’AGCOM non siano utilizzate come per AEEG e AGCM per il ripristino di diritti lesi dei consumatori. E’ auspicabile pertanto un interveto normativo che renda omogenea la destinazione delle sanzioni comminate dalle Autorità per la violazione dei diritti dei consumatori e del mercato".

Il contesto politico e istituzionale attuale, hanno sottolineato in Audizione, ripropone con forza il tema dell’indipendenza delle autorità di regolamentazione e vigilanza mentre "le riforme istituzionali che si preannunciano, paiono andare nella direzione di un rafforzamento del potere governativo (locale e centrale) senza alcuna attenzione o preoccupazione per adeguati strumenti di contrappesi e controlli di diversa natura".

Insieme al riordino delle competenze, le associazioni lanciano dunque altre proposte: "In considerazione della importate attività delle Autorità a tutela dei consumatori e della proficua collaborazione instaurata si richiede di prevedere la consultazione obbligatoria delle associazioni di consumatori, attraverso parere del CNCU, sulla nomina dei Commissari e Presidenti delle Autorità di Regolamentazione e vigilanza". È necessario inoltre "uniformare il sistema di gestione e destinazione delle multe provenienti dalle sanzioni" e istituire "enti rappresentativi degli interessi dei consumatori quali "presidi interni"(i consumers’watch del modello anglosassone) alle stesse autorità con competenze specifiche soprattutto in merito alla valutazione dei servizi secondo standards codificati di garanzie di tutele e partecipazione dei cittadini nei monitoraggi della qualità percepita".

Adiconsum parte della considerazione che la liberalizzazione dei servizi ha bisogno di "forti e autorevoli autorità di regolazione" perché sono aumentate "in modo esponenziale" le pratiche commerciali sleali. Nel suo documento, l’associazione ribadisce, in linea con le altre AACC, l’importanza dell’indipendenza e della autorevolezza dei commissari chiamati a gestire il ruolo delle Autorità, elencando una serie di requisiti: indipendenza dal Governo e dalle Imprese; affidamento a personalità che non siano espressioni di parti politiche; rispondenza alle direttive stabilite dal Parlamento e Unione Europea; disponibilità di finanziamenti e risorse umane e professionali adeguate; armonizzazione fra le diverse Autorità in tema di durata, criteri di nomina, criteri di finanziamento.

Per l’associazione, le sanzioni decise rispetto agli illeciti "devono rappresentare un deterrente reale, cioè tale da scoraggiare il ripetersi di comportamenti vessatori o non rispetto delle normative previste"; devono inoltre essere previsti risarcimenti automatici per i consumatori rispetto alle inadempienze contrattuali e procedure di conciliazione.

Anche Adiconsum ravvisa l’esigenza dell’istituzione di un’Autorità per il settore trasporti e della riconduzione del servizio postale alle competenze dell’Agcom, ma aggiunge a questi l’esigenza di una nuova Autorità per il settore dell’acqua, perché "del tutto inadeguate si sono dimostrati gli attuali ATO. È fondamentale una Autorità di regolazione in grado di definire standard e criteri omogenei", che abbia dei "terminali" sul territorio. Aggiunge Adiconsum: "Con il decentramento si renderà indispensabile la presenza di uffici o "terminali" sul territorio intesi come struttura decentrata. Inoltre, è fondamentale un rapporto di sussidiarietà con le Associazioni dei Consumatori le quali possono svolgere sul territorio un ruolo di informazione, controllo e monitoraggio in nome e per conto delle Autorità nazionali, sulla base di specifici progetti finanziati dall’Autorità".

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