Rinnovabili, il CNCU al tavolo con il ministro Romani

Energie rinnovabili e incentivi: l’incontro di oggi, il tavolo tecnico con il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, vede la partecipazione del Consiglio nazionale consumatori e utenti (CNCU) che porta la richiesta di coinvolgimento dei consumatori, chiamati a esprimersi sui temi delle rinnovabili e degli incentivi – "Fino a quando saranno i consumatori a pagare, essi devono essere coinvolti nelle sedi decisionali, del Governo o dell’Autorità, dove si stabiliscono le fonti da incentivare, le quantità di energia che godono degli incentivi, la dimensione degli incentivi, le modalità di erogazione e le attività di controllo", si legge nell’intervento che viene presentato al tavolo – e a continuare questo ragionamento nella prossima riunione del CNCU, in calendario a fine mese.

Spiega Gianni Cavinato, presidente dell’Acu, che oggi interverrà in rappresentanza del CNCU al tavolo tecnico convocato con il ministro Romani: "Noi vorremmo che si continuasse a discutere il 31 marzo alla presenza del sottosegretario Stefano Saglia, che ha anche la delega all’energia, per continuare il ragionamento e l’attività sulle rinnovabili, cosa importante per i consumatori". Nel documento infatti si legge: "La rilevanza strategica delle energie da fonti rinnovabili, il dibattito pubblico suscitato dal decreto legislativo del 3 marzo, le crisi e le tragedie in atto a livello mondiale connesse alla disponibilità e all’uso delle risorse energetiche, ci hanno suggerito che già per la riunione, programmata da tempo il prossimo 31 marzo del CNCU, le Organizzazioni dei Consumatori e degli Utenti assumano un impegno di attenzione permanente sul tema".

I consumatori sono dunque chiamati a esprimersi sui temi delle rinnovabili e degli incentivi: "La direttiva di riferimento 28/2009/CE parla di coinvolgimento degli stakeholders e dei consumatori – spiega Cavinato – Non è soltanto la consultazione con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Riguarda anche i rapporti col Governo e il Parlamento".

Fra le richieste che saranno portate oggi dal CNCU c’è anche quella di aumentare l’obiettivo del raggiungimento del 17% di energia da rinnovabili al 2020. "Nell’Unione europea ci sono paesi che superano anche il 30% – prosegue Cavinato – L’Italia si era allineata ai grandi paesi. Alla luce di quello che è successo, è evidente che questo obiettivo va rimodulato in un contesto europeo". Non sfugge in questo caso il riferimento allo scenario internazionale, dalla crisi libica ai ripensamenti sul nucleare legati alle esplosioni della centrale di Fukushima in Giappone. E infatti, si legge nel documento, "auspichiamo preliminarmente di poter disporre e valutare i dati che riguardano tutte le filiere del settore delle fonti rinnovabili in un contesto, anche internazionale, dove appare auspicabile aumentare l’attuale obiettivo del 17% per meglio far fronte alle criticità del mercato dei combustibili fossili e del nucleare".

Prosegue l’intervento: "Si richiede una programmazione concordata tra tutte le parti coinvolte, comprese le Organizzazioni dei Consumatori rappresentate dal CNCU, nel definire un piano coerente degli incentivi eliminando tutte le storture del mercato dell’energia (e non solo delle rinnovabili), fondando tutti gli interventi pubblici e privati su criteri condivisi di miglioramento dell’efficienza energetica, di trasparenza di tutte le filiere (e quindi di tutte le fasi dalla produzione al consumo), prevedendo puntuali ed efficaci controlli, cercando di prevenire al meglio i fenomeni fraudolenti".

Per quanto riguarda le polemiche sugli incentivi al fotovoltaico, il documento rileva: "Nel fotovoltaico gli incentivi erogati in Italia sono tre volte superiori a quelli della Germania. L’elevato livello degli incentivi, inoltre, contribuisce a mantenere alto il costo degli impianti, che di conseguenza diventano difficilmente sostenibili dalle famiglie, mentre sono assai redditizi per i mega impianti a terra, creando una vera e propria rendita, che oggi è pagata anche dalle famiglie attraverso la bolletta".

Cavinato spiega a riguardo che quando originariamente sono stati individuati gli incentivi, i costi degli impianti erano maggiori. Con il tempo, e con il perfezionamento delle tecnologie, sono diminuiti, quindi gli incentivi dovrebbero essere rimodulati. "Il Governo italiano ha tagliato con le forbici questi incentivi, e questo ha avuto delle reazioni diciamo ‘violente’ – commenta Cavinato – A questo punto, bisogna cogliere l’occasione non per tagliare con le forbici ma per rimodulare in modo programmato l’evoluzione del sistema e trovare un compromesso fra i vari soggetti, l’amministrazione, le filiere produttive e i consumatori finali, famiglie e grandi utilizzatori, per trovare un equilibrio. L’incontro di oggi dovrebbe far riequilibrare la situazione".

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