Riscaldamento, AACC: in Europa costa il 36% in meno

In Italia il riscaldamento costa caro e la differenza emerge soprattutto nel confronto con gli altri paesi europei. In particolare, "ipotizzando un consumo medio a famiglia di 1000 litri di gasolio per il riscaldamento dell’abitazione, una famiglia italiana paga 1.165 euro, ben 452 euro in più rispetto ad una famiglia francese, 474 euro in più rispetto ad una famiglia tedesca e 463 euro in più rispetto ad una famiglia spagnola". La denuncia viene da Federconsumatori e Adusbef: come denunciano le due associazioni, il prezzo del gasolio per riscaldamento applicato in Italia ad ottobre, secondo le elaborazioni effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori su dati del Ministero dello Sviluppo Economico, è pari a 568 euro ogni 1000 litri (al netto delle tasse locali) e 1.165 euro ogni 1000 litri tasse comprese.

Il tema del caro riscaldamento non è nuovo. Le due associazioni puntano i riflettori soprattutto sulla differenza con l’Europa: "Nella media dei paesi europei tale prezzo, tasse comprese, risulta inferiore del 36% (il 7% se si guarda al prezzo al netto delle imposte); ancora più marcata la differenza di costo se paragonata al prezzo in Spagna (-40% tasse incluse e -10% al netto delle imposte), in Germania (-41% tasse incluse e -8% al netto delle imposte) ed in Francia (-39% tasse incluse e -5% al netto delle imposte)".

Commentano i presidenti Federconsumatori e Adusbef Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti: "E’ inaccettabile che il nostro Paese detenga, anche in questo campo, l’ennesimo primato negativo". Serve dunque un intervento "teso ad eliminare il differenziale relativo al prezzo del gasolio riscaldamento e, più in generale, quello di tutti i prodotti petroliferi, praticato in Italia rispetto a quelli degli altri paesi europei. Ciò attraverso una seria azione di contrasto nei confronti delle inefficienze di sistema, una lotta alle pratiche speculative e un riequilibrio della tassazione".

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