Roaming, ecco le proposte dell’Ue per SMS e dati

Undici centesimi per un SMS in roaming. Dovrebbe essere questo il prezzo massimo da pagare per mandare un messaggio da un Paese dell’Ue all’altro, dal 1° luglio 2009. Attualmente inviare un messaggio di testo in roaming costa circa 10 volte di più, è il caso dei belgi all’estero, di un SMS che viaggia entro i confini "nazionali".

E la navigazione in roaming, anch’essa molto costosa? Per questa si pagherebbe un euro per ogni megabyte, invece che 3-4. Sono le proposte presentate oggi dalla Commissione Europea in base di una valutazione d’impatto approfondita effettuata con il contribuito del gruppo di regolatori europei sull’evoluzione dei servizi di chiamata, di messaggi di testo e di trasmissione dati in roaming.

Ad agosto 2008 il costo dell’invio di un SMS dall’estero è risultato di 0,29 euro, invariato rispetto all’anno precedente, nonostante i ripetuti inviti della Commissione all’autoregolamentazione del settore. "I costi sostenuti dagli operatori – ha spiegato la Commissaria Ue alle Tlc Viviane Reding – non giustificano prezzi così alti. Utilizzare il telefono cellulare da un altro paese dell’Unione non dovrebbe avere un costo ingiustificatamente più elevato di quello pagato nel proprio paese, che si tratti di effettuare chiamate, inviare SMS o navigare su internet. Nell’Unione europea – ha concluso Reding – i 37 milioni di turisti e i 110 milioni di persone che viaggiano per lavoro aspettano che finalmente la promessa di un mercato unico senza frontiere abbia ripercussioni positive sulla loro bolletta telefonica."

Nel 2007 i cittadini europei hanno trasmesso 2,5 miliardi di messaggi di testo per un valore di 800 milioni di EUR. Sono soprattutto i giovani a comunicare con gli SMS: il 38% del gruppo dei 15-24 anni invia solo SMS quando si trova all’estero. La Commissione ha proposto pertanto di fissare un massimale, rispettivamente, di 0,11 euro e di 0,04 euro (IVA esclusa) per il prezzo al dettaglio e per quello all’ingrosso degli SMS in roaming. I prezzi all’ingrosso sono fatturati da un operatore a un altro operatore quando un utente di quest’ultimo invia un messaggio dalla sua rete e gli operatori sono incoraggiati a farsi concorrenza al di sotto di queste tariffe massime.

Gli utenti del roaming dovrebbero inoltre ricevere un messaggio automatico con le tariffe di trasmissione di dati in roaming per il paese in cui si trovano. Dall’estate 2010 essi dovrebbero anche essere in grado di specificare in anticipo l’importo massimo che la loro bolletta di trasmissione dati in roaming può raggiungere prima che il servizio sia interrotto, una misura finalizzata a porre fine alle "bollette shock". Alcuni utenti hanno infatti ricevuto fatture astronomiche, in un caso di 40mila euro per aver scaricato uno spettacolo televisivo su una linea mobile in roaming. Inoltre un limite di salvaguardia delle tariffe all’ingrosso di 1euro per megabyte dovrebbe garantire parità di condizioni e stimolare la concorrenza.

Reding ha infine chiesto agli operatori di modificare la fatturazione delle chiamate, basandole sui secondi e non sui minuti così come già accade in Francia, Lituania, Portogallo e Spagna. Spesso, infatti, la conversazione fa scattare il minuto successivo che, però, non viene utilizzato per intero e questo genera un aumento dei costi delle bollette del 20%.

Ecco i dettagli più importanti della proposta di legge:

  • Mantenimento di un tetto massimo per le chiamate vocali in roaming fino al 2013. Il costo massimo per una chiamata vocale in roaming è stato fissato a 43 centesimi di euro al minuto il 30 agosto scorso, e nel giro di un anno dovrebbe scendere ulteriormente. Secondo gli eurodeputati, le tariffe attuali andrebbero ridotte di 8 centesimi al minuto.
  • Tetto massimo di 11 centesimi di euro per gli sms in roaming, a fronte di un costo attuale medio di 29.
  • Tetto di 1 euro per ogni megabyte scaricato in roaming. Attualmente il costo si aggira intorno ai 3-4 euro.
  • Obbligo di tariffazione in base ai secondi dal 31esimo secondo di conversazione per le chiamate in roaming.

La Commissaria europea per i consumatori Meglena Kuneva ha dichiarato: "Se l’Europa vuole ottenere risultati tangibili per i suoi 500 milioni di consumatori, non dovrebbe più considerare accettabili pratiche in cui gli operatori addebitano gli utenti per un servizio che non forniscono. Oggi i consumatori sono fatturati in media del 24% in più per le chiamate effettuate dal cellulare quando si trovano all’estero, in quanto le chiamate in roaming sono molto spesso fatturate non al secondo, ma al minuto. Una delle nostre priorità è il trattamento equo dei consumatori quando attraversano una frontiera; per questo la Commissione ha oggi deciso di introdurre il principio della fatturazione al secondo per tutte le chiamate in roaming".

Saranno ora il Parlamento Ue e il Consiglio a dover dare l’ok alle nuove regole affinché queste diventino legge.

 

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