SALDI. Unc propone: perché non liberalizzarli?

Finito il periodo dei saldi sorge spontanea la domanda: ma perché non liberalizzarli? A chiederselo è l’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale non ha senso imporre i periodi dei saldi per legge quando un negoziante può decidere di fare in qualsiasi momento ribassi dei prezzi evitando di usare la parola "saldi" nei cartelli e sostituendola, per esempio, con la parola "scontissimi". Per l’associazione di consumatori, ai fini di una vera concorrenza, i saldi dovrebbero essere permessi tutto l’anno, come del resto lo sono le vendite promozionali.

"Nei saldi, tra l’altro -dichiara l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori- non è sempre tutto chiaro e le irregolarità ai danni dei consumatori sono numerose, come è stato anche evidenziato da un’inchiesta che il nostro Osservatorio ha condotto nel periodo dei saldi appena conclusi. Molti negozianti non espongono nel cartellino del prezzo la percentuale di ribasso, come stabilisce la legge, oppure alzano il prezzo di vendita per poi praticare una finta percentuale di sconto".

Sembra velleitaria -conclude la nota dell’associazione– anche la proposta di alcune associazioni di categoria che invocano un rinnovamento dell’attuale normativa per poi limitarsi a chiedere solamente l’inizio e la fine dei saldi nello stesso giorno, per tutte le regioni italiane.

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