SALUTE. Asma, Società pediatria diffonde decalogo

Il 10% dei bambini e degli adolescenti e dieci milioni di adulti italiani soffrono di asma. I dati sono stati resi noti a Catania durante i lavori del 62/mo congresso nazionale della Società italiana di pediatria (Sip). L’asma è un problema di rilevanza mondiale: secondo l’Oms ci sono tra i 100 e i 150 milioni di persone in tutto il mondo che soffrono di questa malattia. I dati emersi evidenziano che oggi l’asma tende a protrarsi ben al di là dell’età infantile. I pediatri riuniti a Catania hanno discusso di come arginare la diffusione dell’asma e di quali sono le precauzioni da prendere. In Italia si stima che ogni anno circa nove milioni di persone si ammalino di allergie respiratorie e il fenomeno è in crescita soprattutto tra i più giovani e le donne. L’arrivo della pubertà e dell’adolescenza, con i cambiamenti ormonali connessi, possono spesso indurre la guarigione dell’asma e delle altre malattie allergiche. La diffusione della patologia in età a dolescenziale è particolarmente significativa tra le femmine: l’asma è più frequente nei maschi durante l’infanzia e tende ad equivalersi tra i sessi durante l’adolescenza per poi prevalere tra le femmine con l’inizio dell’età adulta.

"La cura del bambino asmatico – ha affermato il professor Cavagni, della Società italiana di pediatria – è determinante per ridurre la probabilità di protrarsi dell’asma in età adolescenziale. Se curata da subito, l’asma migliora e le probabilità che scompaia arrivano sino al 55% dei casi". Tra i problemi riscontrati per gli adolescenti, c’é la bassa ‘compliance’, tipica dell’età. Ribellione, rifiuto della malattia e della terapia, paura di non essere accettato dal gruppo, sottovalutazione dei disturbi, sono alcuni dei fattori che giocano a sfavore del pediatra, che ha un ruolo centrale nella cura dell’ adolescente: conoscendo sia il ragazzo che la famiglia da tanti anni, può intervenire per adattare la terapia alle specifiche esigenze arginando così le resistenze dell’adolescente".

La Sip ha diffuso un decalogo per i genitori di bambini affetti da asma bronchiale: riconoscere precocemente le cause che possono scatenare l’attacco d’asma e i sintomi che lo precedono; rimuovere i fattori scatenanti l’attacco acuto. Prendere provvedimenti ambientali per ridurre la concentrazione di acari; evitare il fumo passivo e scoraggiare il fumo attivo negli adolescenti; favorire l’attività sportiva adottando preventivamente misure farmacologiche per impedire l’insorgenza di un attacco acuto di asma; effettuare periodici controlli clinici dal medico di famiglia; somministrare puntualmente i farmaci proposti dal pediatra per la durata prescritta; seguire attentamente le indicazioni del pediatra sui farmaci broncodilatatori da somministrare nell’attacco acuto; controllare la puntuale e buona esecuzione da parte del bambino della terapia inalatoria e proporgli una conduzione di vita analoga a quella dei coetanei senza imporre limitazioni legate alla malattia asmatica.

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