SALUTE.Tumore del seno: colpita 1 donna su 10. Cure mirate e chemio personalizzata

Il tumore al seno colpisce una donna su 10 e provoca ancora 11mila decessi ogni anno. Non è ancora possibile, per questo, toccare la chemioterapia, almeno finché non sarà decretata la superiorità di altre combinazioni terapeutiche. E’ quanto è emerso dal convegno della Fondazione Michelangelo, svoltosi oggi a Milano presso l’Istituto Nazionale dei Tumori.

A sostenerlo sono stati 3 esperti di fama internazionale, che hanno preso parte al meeting: Larry Norton (Sloan Kettering Cancer Center), Gabriel Hortobagyi (MD Anderson Cancer Center) e Norman Wolmark (NSABP Foundation di Pittsburgh), oltre a Luca Gianni, coordinatore scientifico della Fondazione, chairman dello European Breast Cancer Group.

"Negli ultimi anni – ha spiegato Luca Gianni – l’introduzione di nuove molecole ha provocato cambiamenti nella chemioterapia e recentemente alcuni ricercatori hanno messo in dubbio le antracicline, farmaci di riferimento presenti in tutte le combinazioni chemioterapiche". Secondo Gabriel Hortobagyi " piuttosto che discutere se togliere o meno queste molecole dalla terapia sarebbe importante focalizzarsi sull’identificazione di predittori della risposta terapeutica, efficace o di resistenza, per ciascun paziente in modo da personalizzare la chemioterapia, in analogia a quanto fatto per il recettore HER2 per le cure ‘intelligenti’.

L’utilizzo delle antracicline è stato messo in discussione da studi sul carcinoma mammario ma una recente overview di studi (la ‘Oxford overview’) ha dimostrato senza dubbi la superiorità dei regimi chemioterapici basati su antracicline rispetto a quelli senza questa classe di farmaci. "Per le pazienti – ha affermato Luca Gianni – le antracicline rappresentano un punto di riferimento, secondo l’ultimo aggiornamento della meta-analisi effettuata dall’European Early Breast Cancer Collaborative Trials’ Group che indica un beneficio in termini di minori recidive e minore mortalità da carcinoma mammario rispetto ai regimi chemioterapici senza antracicline, e ciò indipendentemente da età della paziente, stato dei suoi recettori estrogenici e terapie concomitanti. Prima di rinunciare a farmaci capaci di tanto è opportuno riflettere accuratamente".

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