SALUTE. Acque minerali o di sorgente, Aduc: è il prezzo a fare la differenza

Il 6 ottobre scorso il Consiglio dei Ministri ha emanato un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/54/CE, per la revisione del sistema di riconoscimento e di autorizzazione dell’utilizzo delle acque minerali. Il decreto distingue le acque minerali naturali dalle acque di sorgente. "Quale la differenza?" si chiede l’Aduc: le acque minerali naturali devono essere considerate quelle che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute.

Le acque di sorgente sono quelle destinate al consumo umano, allo stato naturale e imbottigliate alla sorgente, che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengano da una sorgente con una o più emergenze naturali o perforate, le cui caratteristiche sono valutate sulla base di criteri geologici, organolettici, fisici, chimici, microbiologici. Secondo Primo Mastrantoni, segretario Aduc, si tratta di una differenza minima nella sostanza ma più ampia nel prezzo: gli italiani sono i primi consumatori in Europa di acque minerali (195 litri pro-capite annui), il settore fattura 3 miliardi di euro. Il problema e’ che dei 10 miliardi di bottiglie di acqua minerale, 8 sono di plastica che va smaltita. Al tutto si aggiunge il costo economico e ambientale del trasporto.

Comments are closed.