SALUTE. Al Bambino Gesù una nuova tecnica per evitare chirurgia mutilante

Le microonde arrivano in sala operatoria. Al Bambino Gesù di Roma è stata utilizzata per la prima volta la termoablazione su di un piccolo paziente con una voluminosa lesione del torace. La termoablazione con microonde – sfruttando i diversi principi fisici della trasmissione di calore tramite un elettrodo sottile come un ago – consiste letteralmente nel riscaldare i tessuti bersaglio fino a portarli alla "morte", salvaguardando contemporaneamente i tessuti sani e gli organi circostanti. La tecnica innovativa della termoablazione con microonde, alla scarsissima invasività e all’elevata efficacia terapeutica anche per lesioni di oltre 5 cm di diametro, abbina invece l’assenza di complicanze legate agli effetti fisici della corrente, portando i piccoli pazienti alla guarigione e risparmiando loro interventi chirurgici demolitivi e successivi problemi funzionali e di tipo estetico.

"La termoablazione con microonde – sottolinea Alessandro Inserra, responsabile della Chirurgia Generale e Toracica del Bambino Gesù – aggiunge così un importante risorsa terapeutica in situazioni in cui risultano non efficaci o non utilizzabili soluzioni cliniche o chirurgiche tradizionali. Questo si rivela ancor più utile nel contesto pediatrico incrementando le armi nelle mani delle equipe multidisciplinari che quotidianamente all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù affrontano casi di estrema complessità con l’obiettivo di guarire i bambini e i ragazzi con i metodi meno invasivi. Nel caso specifico, infatti, l’alternativa terapeutica all’uso delle microonde sarebbe stata una chirurgia mutilante".

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