SALUTE. Alcol, Istat: consumo moderato ma in aumento tra i giovani

In Italia il modello di consumo di alcol è per tradizione "moderato". Si tratta, in particolare, di vino assunto prevalentemente durante i pasti. La diffusione del consumo di alcol mostra un trend sostanzialmente stabile negli ultimi 9 anni, con un lieve aumento nel 2001, ma incrementi significativi tra i giovani, in particolare tra le donne. E’ in sintesi il risultato dell’indagine multiscopo dell’Istat "Aspetti della vita quotidiana" che indaga sul consumo di alcol delle famiglie. L’indagine è stata effettuata nel febbraio 2006 su un campione di 20mila famiglia per un totale di 50mila individui.

Rispetto ai paesi europei, tuttavia, l’Italia presenta un quadro meno allarmante, in quanto si colloca tra gli ultimi paesi per il consumo di alcol negli ultimi 12 mesi con il 18,6% che dichiara di aver consumato bevande alcoliche nell’anno. Non va inoltre sottovalutata la forte crescita del consumo di alcol fuori pasto per gli adolescenti, che può essere misurata tra i 14 e i 17 anni non esistendo prima l’informazione sugli 11-13 anni: tra il 1998 e il 2006 il consumo di alcol passa dal 12,6% al 20,5%. Il consumo di alcol fuori pasto cresce maggiormente per le ragazze (dal 9,7% al 16,8%), ma rimane più diffuso tra i maschi e passa dal
15,2% al 24,2%
.
Inoltre, negli ultimi anni si stanno diffondendo modelli di consumo di alcol tipici dei Paesi del Nord Europa, in particolare tra i giovani. Esposti ad un rischio maggiore sono i minorenni, in quanto spesso non ancora in grado di metabolizzare adeguatamente l’alcol. Crescono infatti tra i giovani il consumo di alcol fuori pasto e gli episodi di ubriacature (binge drinking).

Quante persone consumano alcol
Nel 2006, in Italia il 68,3% delle persone di 11 anni e più, quasi 36 milioni, ha dichiarato di aver
consumato almeno una volta negli ultimi 12 mesi1 una o più bevande alcoliche. Molto elevate sono le differenze di genere considerando che consuma alcol l’81,1 % degli uomini di 11 anni e più, contro il 56,4% delle donne. Il consumo di alcol riguarda soprattutto gli adulti: in particolare nella popolazione tra i 25 e 64 anni circa 3 persone su 4 dichiarano di aver consumato alcol.

All’aumentare del titolo di studio aumenta la tendenza a consumare alcol, ciò avviene soprattutto
per le donne: tra le meno istruite (con al massimo la licenza elementare) il 49% consuma alcol,
mentre per le laureate la quota raggiunge il 70,9%.

Nord-est con l’Emilia-Romagna al primo posto (76,1%), seguita dal Veneto (75,2%) e dal Trentino- Alto Adige (75,1%) (Tavola 3). Per gli uomini ai primi posti troviamo la Valle d’Aosta (85,8%), le Marche (84,%), l’Emilia- Romagna (84,5%) e il Veneto (84,3%). Per le donne le regioni in cui il consumo è più diffuso sono: Emilia-Romagna (68,2%), Trentino-Alto Adige (67,6%), Veneto (66,6%).

Le persone che consumano alcol tutti i giorni
In Italia nel 2006 i consumatori giornalieri di bevande alcoliche sono quasi un terzo (29,5%)della
popolazione di 11 anni e più, con marcate differenze di genere: 43,4% i maschi e 16,5% le femmine. I consumatori quotidiani scelgono prevalentemente il vino. Il 40% degli uomini beve vino tutti i giorni rispetto al 15,6% delle donne (quest’ultima percentuale risulta in lieve decremento rispetto al 2005 quando era pari al 16,9%). Per la birra le percentuali scendono rispettivamente al 7,7% e all’1,4%. Residuale è il consumo quotidiano degli altri tipi di alcolici (1,7% dei maschi e 0,2% delle femmine)

Nel Sud (28%) e nelle Isole (20%) si consuma quotidianamente meno alcol, e ciò è vero soprattutto per le donne (rispettivamente 13,5% e 8,1%).

Alcuni comportamenti a rischio
Consumo di alcolici fuori pasto, episodi di ubriacatura concentrati in singole occasioni (binge
drinking), e consumo di alcol in età precoce rappresentano comportamenti a rischio per la salute.
Negli ultimi anni si stanno diffondendo in Italia modelli di consumo di alcol tipici dei Paesi del Nord Europa, in particolare tra i giovani. Esposti ad un rischio maggiore sono i minorenni, in quanto spesso non sono ancora in grado di metabolizzare adeguatamente l’alcol. Uno degli obiettivi dell’OMS per il 2010 è infatti ridurre a zero la quota di ragazzi fino ai 15 anni che consumano alcol.

  • Consumo settimanale di alcolici fuori pasto

Nel 2006 tra le persone di 11 e anni e più il 7% ha dichiarato di bere alcolici fuori pasto almeno una volta a settimana. Sono più gli uomini delle donne a farlo (11,6% contro 2,7%) e in particolare i giovani: una quota rilevante di persone che consuma alcol fuori pasto con cadenza almeno settimanale si registra già tra 18-19 anni (15,5% dei maschi e 6,3% delle femmine) e raggiunge il massimo tra 20 e 24 anni (15,5%), con forti differenze di genere (22,1% dei maschi e 8,6% delle femmine). Nella fascia di età successiva (25-29 anni) la quota si mantiene elevata (20,3% maschi contro 5,6% femmine), decrescendo all’aumentare dell’età.

  • Episodi di ubriacatura (binge drinking)

Nel 2006 l’8,4% della popolazione di 11 anni e più ha dichiarato di aver consumato alcol in eccesso in una sola occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

Tra i minori dichiarano di essersi ubriacati almeno una volta nell’anno il 2,1% dei ragazzi di 11-15
anni (2,6% dei maschi e 1,5% delle femmine); tra i 16-17 anni la quota è del 12,1% (16% dei maschi e 8,2% delle femmine); tra i 18-19 anni la quota raggiunge il 15,3% (22,1% dei maschi e 8% delle femmine). Dopo i 25 anni il fenomeno ha poi un andamento gradualmente discendente con l’età e si accentuano le differenze di genere.

  • Consumo e abuso di alcol: minori a rischio

È molto elevata la quota di minori che consuma alcol: nel 2006 in Italia i ragazzi di 11-15 anni che
dichiarano di aver bevuto almeno una volta negli ultimi 12 mesi sono il 18,6%, nonostante abbiano un’età inferiore a quella prevista dalla legge per la somministrazione di alcolici (16 anni).

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