SALUTE. Alcol, Ministro Turco: “Abuso resta un grave problema in Italia”

Almeno 20mila persone morte ogni anno, di cui 7mila per cirrosi epatica e più di 2.500 (giovani) per incidenti stradali. Sono alcuni dei drammatici numeri legati all’abuso di alcol in Italia. Il fenomeno preoccupa seriamente il Ministro della Salute Livia Turco che, in occasione della presentazione della ricerca dell’Istituto del Professor Mannheimer sulle culture del bere a confronto, ha denunciato la necessità di affrontare il problema, considerato fra i principali fattori di rischio malattia e morte.

Secondo i dati illustrati da rapporto in Italia l’abuso di alcool uccide almeno 20 mila persone all’anno; ben 7 mila muoiono per cirrosi epatica; oltre 2.500 giovani perdono la vita per incidenti stradali causati dal bere; oltre 100mila italiani si ricoverano, ogni anno, in ospedale per conseguenze legate all’eccesso di alcolici. "I dati presentati oggi – afferma il Ministro Turco – dall’istituto di ricerca del Professor Mannheimer sul rapporto tra gli italiani e l’alcol, messo a confronto con quello esistente in altri Paesi europei, appaiono in linea con quanto già rilevato da precedenti ricerche dell’Oms. Queste ricerche evidenziano come l’ubriacatura, con conseguente intossicazione acuta da alcol, resti un fenomeno ancora limitato rispetto ad altri Paesi europei. Tuttavia sarebbe un errore sottovalutarlo, perché le stesse statistiche dell’Oms ci mostrano un pericoloso incremento dell’abitudine al bere per ubriacarsi, anche nel nostro paese e soprattutto tra i giovani".

"Basti pensare che – prosegue il Ministro – se nel 1999 la percentuale dei giovani italiani che si ubriacavano almeno tre volte in un mese era del 3%, nel 2003 (ultimo anno di osservazione disponibile) risultava del 7%. Quindi più che raddoppiata, anche se sempre inferiore a quella di molti Paesi europei. Per questo i risultati dell’indagine di Mannheimer, per quanto confortanti laddove mostrano una maggioranza di approcci corretti al bere, non devono fuorviarci da una forte attenzione alla correlazione tra abuso di alcol e salute".

Il Ministro Turco è consapevole dell’importanza delle tradizioni culturali radicate nel Paese, che fanno delle bevande alcoliche, in primis il vino, un’abitudine alimentare molto diffusa. "Esistono tuttavia – sottolinea il Ministro della Salute – gravi criticità da affrontare: la crescita del numero dei consumatori, che comporta comunque una maggiore esposizione della popolazione ai rischi, anche quando si tratta di consumi moderati; c’è comunque un aumento dei consumi alcolici al di fuori dei pasti, che comporta rischi maggiori di quelli collegati a un consumo alimentare; la diffusione di consumo, abuso e ubriacature fra i giovani e giovanissimi, ivi comprese le giovani donne, come dimostrano i dati già citati dell’Oms; l’elevata e crescente mortalità giovanile per incidente stradale che in Italia si stima correlato ad abuso di alcol per più del 40% dei casi e che rappresenta la causa di più del 46% del totale dei morti di età compresa tra 15 e 24 anni".

Occorre dunque puntare sulla prevenzione, con un programma di interventi atti a prevenire danni e a promuovere comportamenti e stili di vita corretti. Il Ministero della Salute intende puntare su "politiche e azioni adeguate alle trasformazioni culturali in atto, che tengano conto dell’aumento dei comportamenti di consumo a rischio, favoriscano la corretta conoscenza e percezione dei rischi correlati ai vari comportamenti, e promuovano nei diversi contesti della società la crescita di fattori protettivi". "In questa direzione vanno – conclude il Ministro Turco – il recente "Piano nazionale alcol e salute" approvato dalla Conferenza Stato-Regioni lo scorso 29 marzo e il programma "Guadagnare Salute-Rendere più facili le scelte salutari" proposto dal Ministro della Salute e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 25 maggio, finalizzato a sostenere gli stili di vita salutari della popolazione e a facilitare le scelte di salute dei cittadini, tramite la collaborazione di tutte le istituzioni e soggetti, di ambito sanitario e non, che possono svolgere un ruolo per il raggiungimento di questo obiettivo".

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