SALUTE. Anagrafe canina, Corte Costituzionale: inammissibile ricorso Provincia Trento

La Corte Costituzione ha dichiarato inammissibile il ricorso intentato dalla Provincia Autonoma di Trento contro l’ Ordinanza concernente "misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina" emanata il 6 agosto 2008. La Provincia aveva proposto ricorso per un presunto conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato: "l’Ordinanza – si legge nel ricorso – lede le competenze normative e amministrative riconosciute dallo statuto speciale di autonomia e dalle relative norme di attuazione in materia di «igiene e sanità, ivi compresa l’assistenza sanitaria e ospedaliera» e in materia di «ordinamento degli uffici provinciali e del personale ad essi addetto», nonché delle competenze riconosciute degli artt. 117, commi terzo, quarto e sesto, e 118 della Costituzione, applicabili per effetto dell’articolo 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001, in quanto tali competenze possano risultare più ampie di quelle statutarie, particolarmente in relazione alla materia "tutela della salute".

Inoltre, sempre ad avviso della Provincia autonoma, l’ordinanza ministeriale in questione sarebbe stata adottata in assenza di idonea base giuridica ed in una situazione del tutto priva del carattere della straordinarietà, con conseguente violazione del principio di legalità e delle regole costituzionali sulla competenza regolamentare, senza peraltro che l’atto medesimo possa legittimamente essere qualificato né come atto di indirizzo e coordinamento né come atto funzionalmente equivalente all’esercizio di un potere sostitutivo.

"Esprimo grandissima soddisfazione per il pronunciamento della Corte Costituzionale – ha detto il Sottosegretario Martini – Il ricorso a suo tempo intentato dalla Provincia autonoma di Trento è stato coerentemente rigettato e credo abbia rappresentato nella sostanza un cattivo esempio da parte di una Pubblica Amministrazione. Sperperare denaro pubblico per fermare un importante passo avanti di civiltà per il nostro Paese non credo sia ciò che si attendono i cittadini italiani e tantomeno i milioni di proprietari di animali d’affezione che fortunatamente sono in numero sempre crescente in Italia. Il randagismo si combatte anche e soprattutto attraverso la possibilità di identificazione dell’animale e attraverso norme che permettano una vera assunzione di responsabilità da parte dei proprietari. Queste, assieme ad altre disposizioni di legge, sono quindi pronte per venire inserite in un disegno di legge organico che diverrà una pietra miliare in materia di tutela del benessere degli animali".

PDF: la sentenza della Corte Costituzionale

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