SALUTE. Anguille Lago di Garda contaminate da diossina, non c’è il divieto di pesca

Sulle anguille del Lago di Garda non c’è il divieto di pesca. E’ quanto fa sapere il Ministero della Salute che ricorda di aver già emanato il 17 maggio 2011 un’ordinanza ministeriale che vieta per i prossimi 12 mesi l’immissione sul mercato e la commercializzazione delle anguille provenienti dal Lago di Garda. Il provvedimento era arrivato in seguito ad alcuni esami effettuati dagli istituti zooprofilattici su campioni di anguille pescate in 10 punti diversi in tutte e 3 le sponde del Lago: il 38,5% dei campioni era risultato contaminato dalla diossina, contenendo oltre i 12,00 pg per grammo/pesce fresco, il valore massimo indicato dalla raccomandazione europea del 2006.

Il Ministero allora ha vietato il consumo, la commercializzazione e la distribuzione nei ristoranti dell’anguilla del Lago di Garda e, sulla possibilità di pesca, ha invitato gli assessorati provinciali competenti a valutare l’opportunità di promuovere idonee disposizioni che prevedano specifici divieti di pesca, limitati alle anguille.

Il Ministero della Salute fa sapere che la Provincia di Verona ha già adottato un provvedimento di divieto di pesca a tutela della salute pubblica. La Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione del Ministero della Salute interverrà sull’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, affinché si faccia promotore e portavoce delle esigenze della Sanità pubblica presso l’Assessorato della caccia e della pesca della Provincia di Brescia, sollecitandolo all’adozione di un provvedimento di divieto di pesca fino ad un chiarimento delle problematiche relative alle contaminazioni delle acque del Lago.

 

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