SALUTE. Aria di casa, aria inquinata. ISS avvia gruppo di studio

Anche l’aria di casa e quella dell’ufficio sono inquinate. Fra le mura domestiche l’aria può essere anche cinque volte più inquinata rispetto a quella esterna, almeno secondo quanto afferma una recente ricerca statunitense. Il tutto è dovuto ai composti legati alla pulizia della casa, a pitture, candele, batteri, muffe, fumo di sigaretta e quant’altro. Per questo nei giorni scorsi si è riunito per la prima volta all’Istituto Superiore di Sanità il Gruppo di studio sull’inquinamento degli ambienti di vita istituito da Enrico Garaci, Presidente dell’ISS e coordinato dal Reparto Igiene degli ambienti di vita dell’ISS. Lo scopo è quello di approfondire gli argomenti relativi all’inquinamento indoor e di proporre allo stesso tempo linee di indirizzo e di comportamento a tutela della salute.

Ha spiegato Sergio Fuselli, Direttore del Reparto Igiene degli ambienti di vita: "Ci si sofferma spesso sull’inquinamento atmosferico, sulla qualità dell’aria di città, sullo smog, sull’inquinamento prodotto dal traffico e dalle attività industriali, dando per scontato di poter stare sicuri tra le mura domestiche o di un qualunque altro edificio. Ma in realtà non è così. E anche una recente ricerca dell’Enviromental Protection Agency (Epa), l’Ente statunitense di protezione ambientale, ha dimostrato l’esatto contrario, ovvero che l’aria di casa è cinque volte più inquinata di quella esterna".

Quali sono le ragioni del fenomeno? "Le fonti dell’inquinamento indoor – prosegue Fuselli – sono da rintracciarsi nei cosiddetti COV, ossia i Composti Organici Volatili, contenuti nei prodotti per la pulizia della casa, degli uffici e di tutti gli ambienti di vita, come pure in pitture, vernici e smalti, nelle candele profumate e nei bastoncini d’incenso, nei vestiti e nella tappezzeria sottoposti a lavaggio a secco, nell’utilizzo di stufe a legna e caminetti, e ovviamente, nel fumo di sigaretta. Da non dimenticare poi l’inquinamento dovuto a batteri, funghi e muffe originatesi negli ambienti troppo umidi". Del gruppo di studio fanno parte il Ministero della Salute, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il CNR, l’ENEA, l’ISPRA, l’Università di Roma "La Sapienza", l’associazione DonnEuropee Federcasalinghe Nazionale, e hanno aderito al progetto le Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e Valle d’Aosta.

A partire da questa consapevolezza, ci si può muovere in casa seguendo alcuni consigli pratici di base: per la pulizia, ad esempio, "è bene – spiega l’ISS – leggere attentamente le etichette e non miscelare mai i prodotti, soprattutto non mischiare acido muriatico, candeggina e ammoniaca per non dar luogo a vapori estremamente tossici". E’ bene sempre arieggiare la casa per assicurare il ricambio d’aria, usare panni in microfibra per spolverare i mobili piuttosto che gli spray, ventilare gli ambienti fino alla scomparsa degli odori che derivano da vernici e pitture e comunque utilizzare vernici a base d’acqua o a basso contenuto di COV, limitare l’uso di stufe a legna e caminetti se privi di sistemi a norma di smaltimento dei fumi, e per lo sprigionamento di benzene e sostanze prodotte dalla combustione, è meglio limitare l’accensione di candele profumate e incensi.

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