SALUTE. Arsenico nell’acqua, Codacons denuncia la Regione Lazio e lo Stato italiano

Il problema dell’arsenico e di altre sostanze inquinanti presenti nelle acque italiane destinate al consumo umano, era noto da anni. Per molto tempo alcune Regioni italiane si sono avvalse delle deroghe concesse dal Governo. Ma ad ottobre scorso la Commissione Europea ha detto basta ed ha bocciato l’ultima richiesta di deroga proveniente dall’Italia. I Comuni che superano i limiti di arsenico ed altre sostanze consentiti dalla legge sono 128 e la maggior parte di questi si trovano nel Lazio.

Poiché la Regione non si è ancora mossa per risolvere il problema e rispondere ai cittadini, il Codacons ha depositato oggi una denuncia penale presso la Procura della Repubblica, contro la Regione Lazio e lo Stato Italiano. Il Codacons ricorda che la scienza ha dimostrato come l’assunzione di arsenico nel corpo umano possa provocare danni a fegato, reni e sangue, e incidere sull’insorgenza di tumori alla pelle e agli organi interni. Studi scientifici hanno dimostrato l’elevata pericolosità dell’arsenico anche per l’ambiente; in particolare, è stato rilevato che l’arsenico non può essere distrutto e che le piante lo assorbono abbastanza facilmente. "Ad oggi – scrive l’Associazione – nulla è stato fatto per il risanamento delle acque e per garantire l’approvvigionamento idrico tramite fonti alternative".

Il Codacons chiede alla Procura di aprire una indagine sull’amministrazione regionale e statale, alla luce di possibili profili penalmente rilevanti quali inquinamento doloso, concorso in epidemia, e altri che saranno ravvisabili, e predisporre il sequestro immediato delle falde acquifere fuorilegge, al fine di impedire che acqua contaminata da sostanze pericolose per la salute umana finisca nelle case dei cittadini. L’Associazione raccoglierà fino al 5 febbraio le adesioni al ricorso collettivo per chiedere il risarcimento danni da acqua all’arsenico, e il 7 febbraio terrà un’assemblea pubblica a Latina, prevista per le ore 17 presso il liceo "Grassi".

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