SALUTE. Attuazione del REACH, a che punto è l’Italia?

Come si sta organizzando l’Italia in vista dell’attuazione del regolamento REACH (Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle sostanze chimiche)? Questo il tema al centro del seminario "L’iniziativa nazionale per l’attuazione del nuovo REACH", organizzato oggi a Roma dal Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro). Il regolamento è stato approvato dal Parlamento Ue e dal Consiglio lo scorso dicembre 2006 e la sua entrata in vigore è prevista per il 1 giugno 2007.

Lo scorso 25 gennaio il Cnel aveva presentato una serie di proposte necessarie "per sostenere le imprese e le autorità competenti nella gestione degli obblighi derivanti dalla nuova normativa", ha detto il consigliere Claudio Falasca. Tra le osservazioni vi erano un maggiore coordinamento delle norme e certezza delle procedure, iniziative specifiche a sostegno delle PMI, la concentrazione delle competenze in una unica autorità nazionale e misure finanziarie di sostegno.

"Sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 aprile – ha aggiunto Falasca – è stato pubblicato ed è già in vigore il decreto legge 15 febbraio 2007, n. 10 (Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali". L’art 5/bis è dedicato all’attuazione del REACH. Il Governo e il Parlamento si sono mossi con adeguata sollecitudine se, a pochi mesi dall’approvazione a livello Ue del provvedimento si siano costituite le prime basi per passare alla fase operativa".

Guardando al futuro il consigliere del Cnel adesso chiede "la rapida approvazione dei piani di attività, l’attuazione di un processo di semplificazione amministrativa, un più efficace funzionamento degli sportelli unici, l’ampiamento degli acquisti verdi da parte della PA e misure di sostegno alla ricerca".

Per Giancarlo Coccia di Confindustria è ancora tanta la strada da percorrere. In particolare è "necessario approvare le Linee Guida a livello europeo, chiarire una serie di punti sul sistema di applicazione e di controlli: ad esempio garantire che manufatti importati dai paesi extraeuropei rispettino gli stessi europei".

 

Comments are closed.