SALUTE. Automedicazione? Fa risparmiare 9 mln di euro al SSN e ha gli stessi effetti sulla salute

L’automedicazione fa diminuire la spesa farmaceutica ed ha gli stessi effetti, rispetto alla medicazione prescritta dal medico, sulla salute dei cittadini. Il risparmio stimato a favore del Sistema Sanitario Nazionale si aggira intorno ai 9 milioni di euro, ma potrebbe raggiungere addirittura i 16 milioni; risorse queste che potrebbero essere spese in altro modo, a beneficio della collettività.

E’ questo il messaggio principale che emerge dal Rapporto 2009 sull’Automedicazione dell’ANIFA (Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’Automedicazione), presentato oggi a Roma. Dunque i farmaci senza obbligo di ricetta , che rappresentano circa il 20% dei medicinali utilizzati e che vengono presi per curare l’80% dei disturbi comuni, rispondono ad una domanda di salute pubblica ben precisa ed è in costante crescita la propensione dei cittadini al loro uso, ad indicare una maggiore autonomia nella gestione della propria salute.

"I farmaci senza obbligo di ricetta – ha osservato Sergio Daniotti, Presidente di ANIFA – costituiscono un elemento di ottimizzazione della spesa farmaceutica pubblica, senza intaccare né i livelli di assistenza garantita a tutti i cittadini, né l’appropriatezza della scelta terapeutica".

Daniotti ha correlato subito questo dato con un altro molto importante: quello sugli effetti della liberalizzazione dei medicinali da banco. "Ci si aspettava un aumento spropositato del consumo di tali farmaci da parte dei cittadini – ha sottolineato il Presidente di ANIFA – invece gli italiani si sono dimostrati più consapevoli di quanto immaginavamo. Il consumo di questi farmaci non è aumentato perché non è allargando il numero degli esercizi commerciali che si aumenta la forza del settore".

"E allora qual è il messaggio che deve arrivare al consumatore", ha chiesto Help Consumatori alla dottoressa Rossella Miracapillo responsabile Farmaci e Salute del Movimento Consumatori.

"Da consumatori prendiamo atto di una cosa molto importante – ha detto Miracapillo – e cioè il fatto che le liberalizzazioni non hanno prodotto gli effetti paventati di un consumo spropositato dei farmaci da banco. E c’è ancora un altro dato molto importante da trasmettere ai cittadini. Nei Paesi come il nostro, in cui c’è un sistema sanitario pubblico, le aspettative di vita sono molto migliori e questo ci fa capire quanto il farmaco sia un patrimonio. In questo quadro si inserisce perfettamente l’automedicazione che risponde ai cambiamenti dei nostri stili di vita. Oggi non abbiamo più molto tempo per andare dal medico e dunque avere a disposizione farmaci per l’automedicazione, garantiti dal Ministero della Salute e quindi sicuri, ci vede favorevoli".

"Inoltre – ha aggiunto Rossella Miracapillo – bisogna ricordare che il Sistema Sanitario Nazionale è finanziato dalle nostre tasche e l’utilizzo oculato di queste risorse ci garantisce un’assistenza sanitaria di qualità nel momento del bisogno. Un dato significativo a proposito di ciò, che emerge da una ricerca condotta dal Movimento Consumatori, è che quasi il 60% dei farmaci ottenuti gratuitamente tramite ricetta medica vanno a finire nella spazzatura, mentre quelli acquistati direttamente dal paziente si utilizzano fino all’ultima compressa".

Dalla ricerca emerge che è il farmacista a guidare principalmente il cittadino che sceglie l’automedicazione. Quindi resta importante il ruolo che ha questa figura?

"Assolutamente sì – ha risposto Rossella Miracapillo – e a tal proposito bisogna ricordare che il Governo ha invece presentato una legge, la Gasparri-Tomassini, che vuole abolire la presenza del farmacista nelle parafarmacie e nei corner salute. Questo non va a favore dei cittadini che, invece, considerano fondamentale la figura del farmacista che li guida nella scelta più opportuna del medicinale".

Durante il mese di settembre l’ANIFA ha condotto, per mezzo Tv e stampa, una campagna informativa sull’automedicazione e una ricerca effettuata dall’Eurisko ha evidenziato quanto questa campagna sia stata proficua, addirittura più di molte altre che hanno invece investito di più. Un italiano su 3 ricorda la campagna e la maggior parte di questi ha ben recepito il messaggio: i farmaci da automedicazione sono farmaci da usare con cautela e attenzione, sono farmaci sicuri perché garantiti dal Ministero della Salute ed hanno il bollino di garanzia. Dunque la campagna dell’ANIFA sull’automedicazione ha toccato la sensibilità degli italiani che vogliono sapere di più per occuparsi autonomamente della propria salute, magari sotto la guida di un esperto che nell’80% dei casi è il farmacista.

di Antonella Giordano

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