SALUTE. Batterio E. Coli, dibattito acceso al Parlamento UE: “Non si può morire per un’insalata”

L’Escherichia Coli, il batterio che sta mettendo sottosopra l’Europa per aver causato la morte di 23 persone, è arrivato al Parlamento Europeo. Ieri, infatti, durante la Plenaria a Strasburgo c’è stato un acceso dibattito con la Commissione Europea. I deputati hanno discusso con il commissario alla salute pubblica e alla tutela dei consumatori John Dalli, sottolineando il bisogno di migliorare il coordinamento nelle ricerche, e rafforzare l’etichettatura alimentare e la tracciabilità dei prodotti.

Il succo del dibattito è stato il seguente: dopo aver accusato ingiustamente prima i cetrioli spagnoli e poi i germogli di soia non è stata ancora individuata la vera fonte del focolaio di Escherichia coli; quindi la ricerca scientifica e le analisi si sono dimostrate al momento incapaci di fornire una risposta.

Dalli ha ricordato che la Commissione Europea ha attivato tutte le reti a sua disposizione per gestire la crisi, organizzando incontri giornalieri con le autorità alimentari e sanitarie, e diffondendo una rapida allerta, ma gli europarlamentari hanno deplorato la battaglia delle accuse che si è scatenata ai danni dell’industria agricola di alcuni Stati membri ed hanno invitato a prendere in considerazione compensazioni finanziarie per fare fronte alle perdite.

Il deputato spagnolo indipendente Wagner Francisco Sosa ha preso la parola agitando provocatoriamente un cetriolo e chiedendo una compensazione finanziaria per i produttori che sono stati danneggiati da questa crisi.

"La vita umana deve venire prima delle questioni economiche" ha ricordato la liberale francese Corinne Lepage, parlando della necessità di introdurre misure quali il rafforzamento dell’etichettatura e della tracciabilità degli alimenti. E dalla socialista inglese Linda McAvan, è arrivata un’accusa al Consiglio che sta cercando di ostacolare la nuova legislatura in materia di etichette alimentari. "Non è accettabile che la gente muoia per aver mangiato un’insalata" ha esclamato, sollevando anche interrogativi sulle pratiche agricole nell’UE e sull’uso di antibiotici negli alimenti.

Anche il tedesco Peter Liese del PPE ha parlato della pericolosa connessione tra la resistenza antibiotica, sviluppata in conseguenza dell’abuso di medicinali nelle coltivazioni, e la possibilità di debellare un batterio come l’E. coli. Sulla stessa linea la tedesca della Sinistra Unita Sabine Wils ha ricordato che "la tracciabilità degli alimenti è fondamentale per la sicurezza dei consumatori, che hanno il diritto di conoscere la provenienza di ciò che mangiano, mentre l’attuale catena di trasporti rende impossibile sapere con certezza come e dove un alimento è stato prodotto". "Né la Germania, né l’Europa erano pronte a fronteggiare questa crisi" ha dichiarato la leader dei Verdi Rebecca Harms, invitando a prendere ad esempio gli Stati Uniti per la gestione e il coordinamento nelle situazioni di emergenza. Harms ha anche proposto la creazione di un istituto europeo centralizzato che diffonda l’allerta in situazioni analoghe. James Nicholson, conservatore inglese, ha chiesto di dare priorità alla strategia di lungo termine per prevenire altre crisi, piuttosto che limitarsi a parlare degli errori commessi in quella attuale.

 

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