SALUTE. Batterio E. Coli, i germogli di soia non c’entrano

Non sarebbero neanche i germogli di soia la causa dell’epidemia di Escherichia Coli. I primi risultati degli esami batteriologici sono, infatti, negativi: su 40 campioni esaminati ben 23 sono risultati negativi. A riferire i dati è stato proprio il ministro dell’Agricoltura della Bassa Sassonia che ha anche sottolineato le particolari difficoltà nella ricerca della fonte dell’infezione, anche perché sono già passate diverse settimane dallo scoppio dell’epidemia. Domani ci sarà l’incontro straordinario del Comitato di gestione con l’obiettivo di discutere le misure per affrontare la crisi nel settore ortofrutticolo.

Intanto oggi il Codacons ha inviato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia: nel mirino dell’associazione, le misure a tutela della salute dei cittadini adottate dal Ministero della Salute e dalle altre autorità sanitarie italiane, ritenute dal Codacons "assolutamente inadeguate e insufficienti". "Il Ministero – si legge nell’esposto dell’associazione – continua a minimizzare, sottolineando che non è giustificato l’allarmismo verso il consumo di ortaggi crudi, e si limita a diffondere alcune norme di prevenzione che coincidono con le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare. A fronte del quadro generale, tali misure sembrerebbero insufficienti e inadeguate".

In particolare nell’esposto del Codacons si richiama il principio di precauzione, cui si dovrebbe sempre ricorrere quando si verificano allarmi alimentari in grado di mettere a repentaglio la salute dei consumatori: "Un principio cautelativo dovrebbe essere ampiamente utilizzato dagli stati in funzione delle proprie capacità. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per deferire l’adozione di misure adeguate ed effettive". Visto l’effettivo rischio di un grave danno alla salute della collettività e il maggior pericolo a cui la stessa potrebbe essere esposta a causa del protrarsi del tempo senza un effettivo e risolutivo intervento delle autorità competenti, il Codacons ha chiesto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia di accertare la sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti a carico del Ministero della Salute o di altri organi competenti. Occorre fornire maggiori garanzie ai cittadini – spiega il Presidente Carlo Rienzi – non basta dire che è tutto sotto controllo e che se si lava l’ortofrutta i rischi spariscono. Servono controlli a tappeto sugli alimenti destinati all’uomo e agli animali provenienti dall’estero, al fine di individuare subito i prodotti contaminati ed evitare il diffondersi dell’epidemia anche nel nostro paese".

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