SALUTE. Batterio, Oms: sconosciuta la fonte dell’epidemia

Scagionati i cetrioli, rimane l’allarme per il batterio di Escherichia Coli che ha causato a oggi 18 vittime, 17 in Germania e una in Svezia, e un numero di persone contagiate compreso fra 1500 e 2000. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha spiegato che la variante di Escherichia Coli trovata nei pazienti tedeschi contagiati "non è stata mai vista prima in un focolaio di infezione".

Secondo l’Oms, le caratteristiche molecolari e genetiche di questo agente patogeno sono importanti nell’aiutare le autorità a identificare casi presenti in altri paesi che potrebbero essere associati con l’epidemia in Germania e identificare quindi la fonte dell’epidemia. Ma quello che desta preoccupazione è che, rileva l’Oms, "mentre le analisi epidemiologiche e di laboratorio continuano, la fonte dell’epidemia rimane ancora sconosciuta".

A fronte di questo, dall’Organizzazione arrivano consigli semplici su quali misure di igiene adottare: fondamentalmente, lavarsi le mani dopo aver usato il bagno e prima di toccare il cibo. L’Oms consiglia inoltre a chiunque dovesse sviluppare i sintomi dell’infezione e che sia stato di recente nella Germania settentrionale di recarsi urgentemente a fare un controllo medico.

Detto questo, in Italia le autorità hanno più volte ribadito che non si sono registrati casi, dissequestrando i cetrioli inizialmente imputati della contaminazione. Certo è che la vicenda sta avendo ripercussioni politiche di rilievo: la Russia ha deciso di bloccare l’importazione di frutta e verdura dall’Europa, misura della quale la Commissione europea ha chiesto il ritiro immediato.Spagna e Portogallo, a loro volta, vogliono chiedere un risarcimento per i danni alle esportazioni.

In Italia, "occorre fare immediata chiarezza sull’evoluzione dell’ epidemia per superare una psicosi che rischia di essere devastante per la salute e per l’economia". È quanto ricorda oggi Coldiretti, sottolineando che l’emergenza e la psicosi legati ai cetrioli, poi scagionati, hanno causato comunque danni economici pari a oltre 20 milioni di euro all’ortofrutta in una sola settimana. Scrive Coldiretti: "La contaminazione da batteri è motivo di preoccupazione per il 62 per cento dei cittadini europei ma la percentuale sale al 79 per cento in Italia, anche per il rincorrersi di notizie contraddittorie che spesso si rivelano infondate". E’ quanto emerge da un’analisi su dati Eurobarometro, in occasione dell’allarme lanciato dall’Oms sulla virulenza del ceppo di Escherichia Coli diffuso in Europa.

Chiarezza da parte del Governo italiano e della Commissione europea è la richiesta di Federconsumatori, che commenta: "In una situazione così difficile è indispensabile che le istituzioni europee ed italiane forniscano ai cittadini la massima informazione circa il cosiddetto batterio killer. È necessario anche sapere con precisione dove si annidi questo batterio e, nello stesso tempo, avere informazioni chiare su cosa fare per evitare rischi".

Nel susseguirsi di notizie ancora poco chiare, l’associazione ricorda alcuni consigli utili: "è buona norma lavarsi bene le mani con il sapone prima di cucinare e mettersi a tavola; lavare con cura frutta e verdura, preferibilmente con appositi disinfettanti antibatterici; sbucciare la frutta prima di consumarla; cuocere bene la carne; in frigorifero tenere frutta, verdura e carne cruda lontani dagli alimenti cotti".

Adiconsum ricorda che in Italia non sono stati registrati casi, ma consiglia almeno fino al rientro dell’emergenza di "acquistare ortaggi e insalate per il consumo a crudo con l’indicazione di origine italiana e osservare le normali regole di igiene". Afferma il segretario generale vicario Pietro Giordano: "Al momento nessun caso di tossinfezione alimentare riferibile alla variante dell’Escherichia Coli è stato registrato in Italia e questa è già una buona notizia. L’importante è ora arginare il più possibile l’infezione e questo è compito delle Autorità sanitarie che stanno facendo del loro meglio grazie alla pronta attivazione del sistema di allerta rapido che vede per l’Italia l’Istituto Superiore di Sanità quale punto di riferimento della Commissione europea".

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