SALUTE. Boom liste d’attesa, Codacons: possibile ottenere risarcimento

L’unico strumento a disposizione dei cittadini per combattere le liste d’attesa che si allungano sempre di più è ricorrere alle aule giudiziarie. Lo afferma il Codacons che ricorda: "La legge stabilisce i tempi massimi delle prestazioni sanitarie, fissati in 30 giorni per le visite specialistiche e 60 per la diagnostica strumentale. Tali tempi, però, difficilmente vengono rispettati, con danni enormi per i cittadini, i quali possono chiedere di essere risarciti per i disagi subiti".

Proprio contro le liste d’attesa eccessive, il Codacons, assieme all’associazione Articolo32, ha presentato recentemente la prima causa pilota dinanzi al Giudice di pace di Roma, per conto di una psicologa che, non potendo aspettare 8 mesi per una visita oftalmica, è stata costretta a rivolgersi ad uno studio medico privato, sostenendo una maggiore spesa di cui ora chiede il rimborso al Ssn. "Lo Stato – afferma il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – se non può garantire tempi dignitosi nella sanità pubblica, deve introdurre indennizzi diretti in favore di quei cittadini che, non potendo aspettare i lunghi tempi delle liste d’attesa, si rivolgono a studi privati, sostenendo costi maggiori".

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