SALUTE. Calano i prezzi ma il fenomeno della droga resta forte in tutto il mondo. Rapporto Ue

Il fenomeno mondiale della droga non si è evoluto molto negli ultimi 10 anni, ma è diventato molto più complesso. Nel periodo che va dal 1998 al 2007 la situazione è generalmente migliorata nei paesi più ricchi, mentre è peggiorata di molto in quelli in via di sviluppo. Nella maggior parte dei paesi occidentali i prezzi delle droghe sono calati del 10-30% dal 1998; sebbene gli spacciatori di eroina e cocaina siano puniti più severamente, nessun elemento dimostra che procurarsi la droga sia difficile.

Oggi la Commissione europea ha presentato il Rapporto sul problema mondiale della droga, negli ultimi 10 anni, uno studio commissionato dalla Direzione Generale Giustizia, Libertà e Sicurezza. Da un anno a questa parte sono stati raccolti i dati di 18 Paesi: Australia, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Ungheria, India, Messico, Paesi Bassi, Portogallo, Federazione Russa, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. Una specifica sezione riguarda, invece, i paesi dell’Ue.

L’obiettivo principale dello studio è stato quello di fornire una stima reale del mercato globale delle droghe illegali; purtroppo non si è arrivati ad un quadro completo, a causa dell’assenza di informazioni sulla produzione, il consumo e il traffico di una gran parte di paesi.

Comunque una conclusione importante contenuta nel Rapporto è che in numerosi paesi prendono piede politiche di riduzione dei rischi, considerate un mezzo efficace per ridurre le malattie, i disagi sociali e la mortalità legata alla droga. Misure contro la produzione hanno effetto nei paesi produttori,e riescono anche a ridurre la produzione globale e dunque il traffico.

Ma quali sono le droghe più utilizzate? E chi è che le utilizza? Nei paesi occidentali, quasi in tutti, presso i giovani si è banalizzato l’uso di cannabis, tanto che circa la metà dei ragazzi nati dopo il 1980 l’ha almeno provata. La maggior parte di questi, tuttavia, smette di consumarla nei primi anni dell’età adulta. La produzione di oppio è rimasta relativamente stabile fino al 2006, dopodiché si è sviluppata molto in Afghanistan. Non ci sono dati sull’andamento dei prezzi e del consumo.

Nel corso dell’ultimo decennio una parte della produzione di cocaina si è spostata dal Perù e dalla Bolivia verso la Colombia. Per la cocaina e l’eroina i costi di produzione e raffinazione costituiscono soltanto il 2% del prezzo al dettaglio applicato ai consumatori, nella maggior parte dei paesi. Il traffico fa aumentare il costo di oltre il 10%. In generale, nei paesi occidentali, i prezzi al dettaglio, soprattutto di eroina e cocaina, sono calati.

Dal Rapporto, comunque, emerge chiaramente la debolezza del sistema internazionale di raccolta e scambio dei dati sul problema mondiale della droga. Purtroppo è utopistico pensare che il resto del mondo faccia quello che ha fatto l’Ue, cioè investire una grossa somma di denaro per seguire le evoluzioni del fenomeno attraverso l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze.

La pubblicazione del Rapporto dell’Ue coincide però con un’occasione importante: l’incontro a Vienna, l’11 e 12 marzo, della Commissione sugli stupefacenti delle Nazioni Unite che, insieme a rappresentanti di tutti i paesi, discuterà la nuova dichiarazione politica da adottare per combattere il fenomeno nei prossimi 10 anni, dopo quella del 1998. "A Vienna non possiamo limitarci a quantificare gli obiettivi – ha dichiarato il vice presidente della Commissione Ue Jacques Barrot – Dovremo cercare di attaccare il fenomeno mondiale della droga, basato su prove reali".

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