SALUTE. Campania, Tar sospeso decreto cibi aproteici

Il Tar Napoli, ieri, ha accolto (ordinanza n.1645-2010) la richiesta di sospensiva degli effetti del Decreto commissariale n.17 del 24 marzo 2010, con il quale si poneva interamente a carico dei nefropatici la spesa da sostenere per la dieta aproteica. Il ricorso è stato presentato da due persone con nefropatia che versano in una situazione di particolare difficoltà economica sostenute gratuitamente da Cittadinanzattiva Campania nell’iniziativa legale. "Il Giudice Amministrativo ha in buona sostanza accolto le nostre tesi evidenziando come il decreto, nel revocare il beneficio, non abbia tenuto conto dei pazienti meno abbienti rischiando per ciò stesso di cagionare un "danno grave ed irreparabile". Nel decreto si sarebbe dovuto prevedere, in altri termini, un sistema articolato nell’ambito del quale, in ragione delle condizioni di reddito e di salute, la Regione doveva contribuire o meno alla spesa per la dieta aproteica" hanno commentato Ferdinando Iavarone, segretario regionale di Cittadinanzattiva Campania e Fabio Pascapè, coordinatore della commissione regionale sanità di Cittadinanzattiva, sottolineando che "il percorso è ancora lungo e potrà necessariamente concludersi solo con l’inserimento dei cibi aproteici nei L.E.A. (Livelli Essenziali di Assistenza)".

In giornata l’ordinanza sarà notificata alla Regione ed al Commissario ad acta. Si apre uno scenario su come e quando sarà ripristinata l’erogazione a titolo gratuito. Per ripristinarla in tempi brevi una possibilità potrebbe essere quella di erogare i prodotti su presentazione di ricetta medica e successivamente procedere ad un rimborso di quanto anticipato. Ma sono solo supposizioni che nelle prossime ore potranno trovare conferma.

"Monitoriamo costantemente l’evolversi della situazione con la ferma convinzione di avere contribuito a fare un altro passo significativo nel percorso finalizzato a vedere riconoscere l’importanza della dieta aproteica nel conservare il più a lungo possibile la qualità della vita dei nefropatici allontanando nel tempo lo spettro della dialisi" hanno concluso Iavarone e Pascapè.

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