SALUTE. Campania approva delibera per assegnazione comunicatori a malati patologie neuromotorie

La Regione Campania ha approvato una nuova delibera per l’assegnazione dei comunicatori simbolici ai cittadini campani affetti da gravi patologie neuromotorie. È quanto rende noto l’Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) ricordando che lo scorso 31 dicembre l’Assistenza Sanitaria della Regione Campania ha approvato la Deliberazione n. 1970 relativa alla "Facilitazione della comunicazione dei cittadini campani affetti da gravi patologie neuromotorie. Assegnazione comunicatori simbolici. Anticipazione della spesa per l’anno 2008".

Con il documento, in particolare, la Regione ha deliberato di "attivare con urgenza tutte le iniziative utili all’acquisto (in comodato d’uso gratuito) o al noleggio di comunicatori simbolici, a favore di cittadini affetti da patologie neuromotorie progressive, come la sclerosi laterale amiotrofica e la distrofia muscolare, in considerazione della gravità della patologia con significativo carattere involutivo". Ha inoltre approvato di prelevare 985.661 euro a valere sul bilancio regionale, quale anticipazione della spesa con successivo recupero, "nelle more dell’effettivo accredito del finanziamento di pari importo assegnato alla Regione Campania nell’Accordo Stato-Regioni del 26 febbraio 2009 , da ripartire anche in regime di rimborso con successivo atto, in proporzione al fabbisogno derivante dal numero di richieste pervenute e ritenute idonee nel limite dell’importo finanziato, alle AA.SS.LL che provvederanno, secondo la normativa vigente,all’acquisto (in comodato d’uso gratuito) o al noleggio ed alla relativa procedura di assegnazione, di specifici comunicatori simbolici ai cittadini aventi diritto e per i quali è pervenuta apposita richiesta".

Sul provvedimento Help Consumatori ha sentito il parere di Giovanna Tona, Responsabile del Dipartimento Salute del Movimento Difesa del Cittadino. "Parliamo di comunicatori ad alto contenuto tecnologico con i quali il paziente, con il solo movimento oculare, riesce a comporre frasi e discorsi interi, quindi a esternarsi da un mondo di solitudine. Può andare in internet e scrivere posta elettronica. Quindi ha un modo di comunicare con l’esterno vantaggioso. Per quanto riguarda la distribuzione dei comunicatori, a parte la regione Lombardia che da due-tre anni eroga i comunicatori, l’anno scorso si è accodata la Sicilia, adesso la Campania, ma in altre regioni ancora stiamo in alto mare. Viene distribuito a macchia d’olio. È un investimento molto importante perché sono dei comunicatori che ridanno la vita ai nostri pazienti. Sia a livello qualitativo, sia a livello psicologico i pazienti sono portati ad avere uno stile di vita più soddisfacente e più dignitoso".

Ma quali sono gli ostacoli alla distribuzione? "Primo, mancano i fondi: il comunicatore ha un costo oneroso, costa infatti 24 mila euro. E non tutte le regioni hanno a disposizione i fondi per erogare i comunicatori. Inoltre è anche secondo me una questione mentale e burocratica: non si riesce a capire che con determinate patologie, in determinati pazienti, con determinati servizi si riesce a dare un tenore di vita più alto. Si pensa che una persona malata sia un problema a sé stante e non collettivo, che determinate patologie si risolvano mettendo i pazienti in case di cura e ospedalizzandoli, e non è così. Sono sicurissima che un’apertura mentale porterebbe a livelli di presìdi di assistenza molto elevati. Diciamo anche che l’erogazione dei comunicatori è stata fatta da un decreto ministeriale quando c’era l’allora ministro Turco. Ma non tutte le regioni si sono adeguate a questo decreto".

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