SALUTE. Caraffe filtranti, i risultati del Nas. Codacons studia class action

La polemica sull’efficacia delle caraffe filtranti sembra volgere al termine. E la storia potrebbe concludersi con una mega class action, allo studio del Codacons, per rimborsare chi ha acquistato le caraffe. Chi ha seguito il caso, infatti, sa che si attendeva la perizia del Nucleo Anti Sofisticazione: il rapporto è arrivato e dice chiaramente che le caraffe non migliorano la qualità dell’acqua.

Dalle analisi effettuate sull’acqua prima e dopo il trattamento con il filtro, risulta che il passaggio non incide né sulla durezza dell’acqua, né su tutte le altre sostanze che la pubblicità promette di eliminare. Risultato? L’acqua filtrata è uguale a quella del rubinetto anzi, se non viene bevuta subito dopo la filtrazione, potrebbe rivelarsi una fonte di batteri e quindi presentare controindicazioni per i consumatori. Il Nas ha depositato i risultati della perizia presso la Procura di Roma che, dopo quelle di Torino, Terni, Velletri, Sassari e Tivoli, ha aperto un’inchiesta per accertare la frode in commercio.

Il Codacons sta studiando la fattibilità di una class action per rimborsare chi ha acquistato le caraffe. "Se infatti il consumatore acquista un prodotto che non solo non mantiene le promesse contenute nelle pubblicità, ma addirittura non svolge neanche la funzione primaria per cui è nato (in questo caso il miglioramento qualitativo delle acque), il danno economico da lui subito è evidente – spiega il Codacons – Danno che è identico per tutti i soggetti che hanno acquistato il bene in questione, e che può essere risarcito attraverso una azione collettiva da intentare contro le ditte produttrici delle caraffe".

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