SALUTE. Censis, rinuncia cure mediche. Consumatori preoccupati

Sono necessari interventi urgenti per impedire che i cittadini rinuncino alle cure mediche per motivi economici. È necessario che lo Stato garantisca l’accesso alle prestazioni sanitarie, contrastando le liste di attesa ed eliminando gli sprechi in sanità. Questo il commento di Cittadinanzattiva ai dati sulla ricerca del Censis, per il quale quasi un quinto di italiani rinuncia alle cure mediche specialistiche e c’è un aumento del ricorso alla sanità pubblica per motivi economici. "Un dato che purtroppo non sorprende", sottolinea a sua volta il Movimento Consumatori.

"La rinuncia dei cittadini alle cure per motivi economici è un campanello di allarme, l’ennesima conferma che la Sanità italiana ha bisogno di interventi urgenti per assicurare l’universalismo garantito nella Costituzione": questo il commento di Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, che annovera tra le proprie attività il Tribunale per i diritti del malato. "Costi legati all’assistenza odontoiatrica, alla non autosufficienza, al mancato riconoscimento di alcune patologie come croniche e/o rare, al mancato inserimento di un dispositivo necessario per alcune categorie di persone all’interno del Nomenclatore tariffario delle protesi, alla mancata rimborsabilità di alcuni farmaci e/o prodotti parafarmaceutici (integratori, pomate, ecc..) non possono continuare a ricadere sui redditi dei cittadini – ha aggiunto Petrangolini – già messi a dura prova (in particolare nelle regioni con Piani di rientro) dall’innalzamento delle imposte IRAP ed IRPEF, oltre che dei ticket sanitari e delle tariffe delle RSA, dovute fondamentalmente ad un’amministrazione poco oculata della risorse economiche".

"Un dato che purtroppo non sorprende – sostiene Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori – quelle citate dalla ricerca sono visite a pagamento per le quali non viene offerta un’alternativa valida dal SSN. E’ ovvio, quindi, che i cittadini rinuncino per motivi economici a una visita dal dentista o dall’oculista. Sperano in tempi migliori e vanno avanti, costretti da altre priorità. Il dato, fa comunque riflettere su, come per alcuni aspetti, il nostro sistema sanitario stia prendendo le sembianze di quello americano, dove solo chi ha disponibilità economica ha il privilegio di potersi curare. Auspichiamo che il nostro sistema nazionale possa far fronte al grave problema fornendo direttamente le visite specialistiche, accorciando le lunghe liste di attesa, causa principale per cui i cittadini sono costretti a ricorrere ai privati".

 

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