SALUTE. Certificati on line, Brunetta: “Sistema quasi a regime”. La replica dei dirigenti medici

Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta rassicura le organizzazioni sindacali dei medici in merito all’andamento dei certificati medici online: il sistema, afferma, è ormai quasi a regime, e le sanzioni scatteranno solo in caso di "colpa esplicita". In particolare, in una risposta inviata alle organizzazioni sindacali, Brunetta afferma: "Non posso che esprimere piena soddisfazione per i risultati raggiunti in questi mesi relativamente alla procedura di trasmissione online dei certificati di malattia dei dipendenti pubblici e privati. I dati INPS indicano infatti che, a dieci mesi dall’avvio del nuovo sistema, sono stati complessivamente inviati telematicamente quasi 4 milioni di documenti, di cui circa 400mila solo nell’ultima settima. Stando alle ultime informazioni, il flusso medio giornaliero a regime si va attestando su un valore medio di oltre 70mila, con una punta odierna di 105mila unità. Il sistema è, dunque, pressoché a regime".

Conclude Brunetta: "Quanto al tema delle sanzioni, timori e paure non hanno ragion d’essere: già da ora le norme prevedono che l’eventuale sanzione abbia luogo solo in caso di "colpa esplicita", come chiarito dalla Circolare n. 2 DFP/DDI del 28-09-2010 del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione che ha fornito indicazioni e chiarimenti per l’applicazione della nuova procedura". Brunetta assicura che il Ministero attuerà un "attento monitoraggio" per evitare ingiustificati atteggiamenti punitivi e si dichiara disponibile e un incontro.

L’Anaao Assomed (Associazione medici dirigenti) pensa però che il sistema non sia affatto a regime. Si legge infatti in una nota: "Il sistema non è a regime. Non solo perché quasi 4 milioni di documenti inviati non devono fare dimenticare che è superiore a 50 milioni il numero di certificati di malattia che ogni anno i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) inviano ai propri datori di lavoro, non solo perché continuano a mancare i supporti informatici ed amministrativi necessari, non solo perché l’invio avviene con notevoli differenze in un Paese che pure si appresta a festeggiare i 150 anni di unità, ma anche perché sono emersi veri e propri effetti collaterali che stanno portando al collasso il sistema delle emergenze ed urgenze. Favorendone l’uso opportunistico a scapito dell’appropriatezza, valore essenziale della sanità moderna, senza illusioni sullo snellimento e la velocizzazione delle procedure che, anzi, rischiano di allungarsi a scapito delle attese".

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