SALUTE. Cetrioli, UE: “Nessuna prova che siano loro la causa del contagio”. In Italia nessun caso

Già ieri si erano palesati i primi dubbi sull’originedell’epidemia di Escherichia Coli scoppiata qualche giorno fa in Germania: dalle autorità sanitarie di Amburgo si è appreso che i cetrioli spagnoli non sono la causa della diffusione del batterio poiché i patogeni individuati sui cetrioli contaminati non corrispondono a quelli rilevati nelle feci di alcuni pazienti.

Oggi arriva la versione ufficiale della Commissione Europea. "Non c’é alcuna prova che i cetrioli spagnoli siano la causa del contagio" ha detto il commissario Ue alla Salute, John Dalli, nel corso di una conferenza stampa sulla diffusione del batterio killer che si è tenuta oggi a Bruxelles. "I test indicano che i cetrioli in generale e quelli spagnoli in particolare non hanno dato un risultato positivo per questo ceppo che causa il contagio", ha spiegato Dalli che ha anche detto di aver parlato con i Ministri competenti di Spagna e Germania.

"Non voglio farmi giudice di dispute tra uno Stato e un altro", ha puntualizzato il commissario, in merito ai contrasti tra i due paesi sulla fonte del contagio. "Siamo in attesa dei test fatti in Spagna, che sono mirati. Sono stati presi campioni anche dal suolo e dall’acqua e questi risultati saranno noti oggi o al più tardi domani. Una volta che avremo risultati anche dalla Germania, il quadro diventerà più chiaro". Quanto al blocco dell’import di cetrioli dalla Spagna, Dalli ha detto che "finora nessun paese ha introdotto alcun divieto".

Intanto le prime indagini effettuate in Italia sui cetrioli sequestrati sono risultate negative e i Nas hanno dissequestrato i 9 quintali di cetrioli provenienti dall’Andalusia, da cui erano stati prelevati i campioni analizzati nel Laboratorio di Prevenzione di Milano e all’Istituto Zooprofilattico di Bologna. Gli esami dei campioni delle altre partite sequestrate saranno completati tra questa sera e domani. "I risultati tranquillizzanti dei laboratori di Milano e Bologna – ha dichiarato il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio – sembrano confermare le conclusioni delle autorità sanitarie di Amburgo, secondo cui la contaminazione che ha colpito i cittadini tedeschi e i turisti di altri Paesi europei che hanno soggiornato in Germania, non deriverebbe dai cetrioli importati dalla Spagna, ma da altre cause ancora sconosciute presenti in Germania. Ribadisco in ogni caso che per fugare ogni rischio basta attenersi agli elementari criteri di igiene: lavare bene i cetrioli o le altre verdure e lavarsi le mani."

La Cia-Confederazione italiana agricoltori, però, lancia i primi allarmi: "Il batterio killer sta mettendo in seria difficoltà anche gli agricoltori italiani. Da quando la vicenda è esplosa, molti contratti per l’export di produzioni di ortaggi e verdure, e quindi non solo di cetrioli, sono stati disdetti, mentre altre partite di prodotti sono ferme nei magazzini delle dogane. A rendere complessa la situazione c’è anche il calo dei consumi nazionali (tra il 5 e l’8%)". La Cia chiede l’immediata apertura di un Tavolo presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per affrontare l’emergenza. La Cia chiede, infine, che l’Unione europea, e soprattutto l’Efsa diano risposte chiare e tempestive.

 

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