SALUTE. Cetrioli contaminati, i consigli dei Consumatori

Sulla scia dell’allerta provocata da una partita di cetrioli spagnoli contaminati da un ceppo molto virulento di Escherichia Coli, sono scattati i primi sequestri di cetrioli in Italia, a scopo preventivo. Da sabato scorso la rete di controlli dei carabinieri dei Nas è stata attivata per verificare eventuali presenze nel nostro Paese, ed oggi sono stati bloccati 7 quintali di cetrioli.

Il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha spiegato al Tg1 che lo scopo del sequestro è preventivo; saranno fatti gli esami per vedere se si trova il batterio ed entro 24-36 ore al massimo il sequestro verrà sbloccato. Al momento i controlli con analisi di laboratorio non hanno evidenziato alcun caso di vegetale contaminato dal batterio sui nostri mercati.

Ad oggi il bilancio del batterio killer Escherichia Coli è di 10 morti in Germania e di molti casi di infezioni in diversi paesi d’Europa: centinaia di persone in Germania, 4 in Danimarca, 3 nel Regno Unito, 10 di Svezia e uno in Olanda.

Fazio ha dichiarato: "Siamo in contatto con la Commissione europea attraverso il Sistema di Allerta rapido, l’ipotesi più accreditata è che la causa sia da ascriversi al consumo di cetrioli provenienti dalla Spagna in cui sarebbe stato riscontrato l’E. Coli O 104: H4. I casi segnalati in altri Paesi comunitari riguardano viaggiatori che si erano recati in Germania nelle ultime settimane. Per quanto riguarda il nostro Paese, ho interessato l’Istituto superiore di sanità che riceve dal S.S.N. tutte le segnalazioni di Sindrome Emorragica Uremica (SEU) ed il Nas per individuare eventuali arrivi dalla Spagna di cetrioli contaminati, anche se, al momento attuale nel nostro Paese non sono stati segnalati casi dovuti a questo sierotipo". Poche norme d’igiene, quali ad esempio lavare molto bene le verdure, gli utensili utilizzati in cucina, lavarsi bene le mani ed evitare il contatto di prodotti già lavati con quelli da lavare, sono in grado di evitare episodi di tossinfezione alimentare da E. Coli.

L’Istituto Superiore di Sanità, che sta seguendo l’evoluzione dell’epidemia, è il centro di riferimento europeo per l’E. Coli nella veterinaria e negli alimenti e già da venerdì ha fornito a tutti i laboratori Ue un nuovo protocollo per l’analisi che consente di trovare il ceppo tedesco con più facilità. Dall’ISS spiegano che il ceppo tedesco è di un tipo molto raro, che contrariamente agli altri dà problemi soprattutto agli adulti.

Dalle Associazione dei consumatori giungono una serie di richieste e di avvertimenti. Federconsumatori chiede che si facciano vaste verifiche e controlli da parte dei Nas, ma prima di ogni cosa bisogna che l’Istituto Superiore di Sanità dica al più presto, e con certezza, se il batterio killer si annida in superficie dei prodotti o al loro interno. "Infatti, la profilassi da seguire sarebbe diversa nei due casi – spiega Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori – e quando si è coinvolti in questioni riguardanti l’integrità della persona, cautela e precauzione non sono mai troppe. Innanzitutto quello che consigliamo è di acquistare prodotti di origine italiana, meglio ancora se acquistati direttamente dai produttori sia sul campo che nei mercati di vendita diretta. Seconda questione, ricordatevi che è obbligatoria l’informazione di provenienza del prodotto che purtroppo molte volte viene disattesa da chi fa mercato sull’ortofrutta".

"Non si può trattare con superficialità una questione che tocca così da vicino la salute dei cittadini – continua Trefiletti – a tal fine se il batterio si annida all’interno, consigliamo sempre e comunque, e soprattutto in una fase come questa di fare qualche lavaggio in più e possibilmente l’aggiunta nel lavaggio stesso di qualche prodotto antisettico. Qualora il batterio fosse all’interno dei prodotti, è chiaro che non sarebbe sufficiente il semplice lavaggio, ecco perché chiediamo da parte delle Istituzioni maggiori chiarezza sui provvedimenti da prendere".

L’Adoc chiede che venga formata una Commissione Ministeriale, al cui interno sia presente un perito nominato dai consumatori. "Occorre formare subito una Commissione Ministeriale al fine di garantire la salute e la trasparenza delle informazioni verso i consumatori – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – all’interno della Commissione, proprio ai fini di una maggiore trasparenza e chiarezza informativa, deve essere presente un perito tecnico nominato dalle Associazioni dei consumatori. La salute dei cittadini è un bene primario, è necessario il massimo della trasparenza".

L’Unione Nazionale Consumatori raccomanda di consumare frutta e verdura solo dopo un accurato lavaggio e, laddove possibile, sbucciarle, evitando di tenerle a contatto con quelle non igienizzate. "E’ bene sapere – spiega Massimiliano Dona, Segretario generale dell’UNC – che le modalità di contaminazione dei vegetali possono essere diverse: oltre ai cetrioli debbono dunque essere attuate le comuni norme igieniche anche per altre verdure e frutta che vengono consumate fresche, ricordando inoltre che la cottura protegge l’alimento, eliminando ogni microrganismo eventualmente presente". "Bisogna infine tener presente che nell’ambito dell’Unione Europea i controlli sulla sicurezza degli alimenti debbono essere fatti nei paesi in cui vengono prodotti in modo da poter garantire anche i paesi destinatari del prodotto. Nei casi in cui viene accertato un pericolo le competenti strutture comunitarie bloccano le esportazioni ed ovviamente il consumo a livello locale, attuando controlli supplementari".

Altroconsumo ricorda che l’Escherichia Coli è un batterio comune che vive nell’intestino di animali e uomini. Molti ceppi sono inoffensivi, ma quello trovato nei cetrioli spagnoli, indicato con il numero O 104, rilascia una potente tossina che si è rivelata essere pericolosa per tutta la popolazione. L’infezione da Escherichia Coli si contrae ingerendo alimenti o acqua contaminati. Il serbatoio di questo batterio sono i ruminanti che non si ammalano ma lo trasmettono a latte e carne e a tutti i prodotti, compresi i vegetali, che vengono a contatto con l’acqua e il suolo contaminati dalla dispersione delle feci infette. L’infezione da Escherichia Coli normalmente ha conseguenze gravi solo nei bambini e nelle persone debilitate, come gli anziani. Gli adulti si infettano e sviluppano una gastroenterite, anche forte, ma senza particolari conseguenze. In questo caso, però, il ceppo che ha contaminato i cetrioli è in grado di aggredire in forma grave anche l’adulto.

Quali sono i sintomi? Forti coliche addominali e diarrea con perdita di sangue, senza febbre. Nei casi più gravi si può verificare una sindrome emolitico-uremica che può causare un blocco renale. Il quadro clinico può degenerare fino alla morte. Ci si deve allarmare quando compaiono tracce di sangue nelle feci. In questo caso è bene rivolgersi immediatamente al medico.

Secondo Altroconsumo l’igiene è l’unica difesa per prevenire questa ed altre tipologie di infezioni alimentari. Fare particolare attenzione all’igiene in cucina: spesso la contaminazione avviene proprio nelle nostre case (magari nello scambio di taglieri e coltelli). Lavarsi sempre le mani dopo l’utilizzo dei servizi igienici e comunque sempre prima della preparazione dei cibi. "Se si seguono queste semplici regole – conclude Altroconsumo – non c’è ragione di rinunciare a frutta e verdura cruda, una fonte preziosa di vitamine e antiossidanti, che non deve mai mancare nella nostra dieta".

Secondo Adiconsum dovremmo essere al sicuro anche per il più immediato futuro; l’Associazione ricorda tuttavia che l’indicazione d’origine per i prodotti ortofrutticoli freschi è obbligatoria da alcuni anni, e consiglia ai consumatori di orientare i propri acquisti di ortaggi e insalate destinate al consumo a crudo verso prodotti italiani – o comunque non di provenienza spagnola – almeno fino al rientro dell’emergenza.

 

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