SALUTE. Chirurghi chiedono revisione normativa su responsabilità civile e penale

I chirurghi chiedono il rinnovo della normativa sulla tutela e sulla responsabilità civile e penale della professione. Afferma il presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), il prof. Pietro Forestieri: "L’assetto normativo è assolutamente insufficiente per la tutela della professione del chirurgo, la cui responsabilità, civile e penale, andrebbe completamente rivista, tenendo presente la complessità, la specificità e l’adeguatezza sociale dell’atto chirurgico. Solo recentemente, dalle Sezioni unite penali, è stato affermato il principio che l’atto chirurgico in sé non costituisce un atto lesivo ma che è finalizzato a scopi terapeutici. Dobbiamo premettere e non dimenticare mai – continua Forestieri – che ogni intervento chirurgico comporta complicanze generiche, specifiche e mortalità in percentuali note, riportate dalla letteratura internazionale e che sono puntualmente illustrate al paziente e/o ai familiari".

La presa di posizione fa seguito al decesso in ospedale del poeta Edoardo Sanguineti, cui ha fatto seguito l’apertura di un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo e il sequestro della cartella clinica. I chirurghi contestano appunto la dicitura "omicidio colposo": "Il fatto che il decesso di Edoardo Sanguineti, accaduto in una sala operatoria italiana e al termine di un intervento, configuri, ‘ovviamente e come atto dovuto’, l’ipotesi di un omicidio colposo, non è più concepibile e non è assolutamente più tollerabile che per un atto chirurgico si usi il termine omicidio colposo".

Aggiunge Forestieri: "Il Collegio Italiano dei Chirurghi rinnova la propria disponibilità a collaborare con i Ministeri interessati per la risoluzione di una grave problematica che non colpisce una categoria professionale ma che comporta, invece, un grave danno sociale, diretto e indiretto".

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