SALUTE. Cia: solo 3 bambini su 10 mangiano verdura ogni giorno

In Italia solo tre bambini su dieci mangiano almeno una volta al giorno verdure e ortaggi; mentre sei su dieci consumano la frutta. A tavola e a scuola i più piccoli preferiscono alimenti grassi e di basso valore nutrizionale. E’ quanto emerge dall’indagine della Cia-Confederazione italiana agricoltori sulle abitudini degli italiani a tavola nei primi sette mesi del 2008 elaborata sulla base di dati raccolti dalle strutture territoriali dell’organizzazione e delle rilevazioni Istat e Ismea. Lo riferisce Cia in una nota.

Che i bambini gradiscano cibi grassi, salati o troppo zuccherati non è un dato nuovo ma l’indagine sottolinea che questa tendenza è andata man mano crescendo. Nel 2002, infatti, tra i più piccoli (dai 3 ai 10 anni) il consumo di verdure e ortaggi (cinque su dieci) e di frutta (sette su dieci) era maggiore.

"Sono elementi – ha detto Cia – che confermano la scarsa educazione dei più piccoli verso una sana e corretta alimentazione. I dati, d’altra parte, parlano chiaro: l’obesità e il soprappeso si riscontrano in maniera evidente soprattutto fra i bambini. Non solo in Italia, ma anche in tutta Europa, dove la situazione peggiore si riscontra in Gran Bretagna (29% di soprappeso tra i 5 e i 17 anni, sia nei maschi sia nelle femmine)".

La confederazione ha espresso un giudizio positivo sulla "ricetta del Parlamento europeo" per favorire una corretta alimentazione, soprattutto di ortofrutta fra i bambini, in modo da contrastare il soprappeso e l’obesità nell’Unione europea.

L’approvazione, a larghissima maggioranza, della relazione dell’eurodeputato di Alessandro Foglietta, evidenzia una scelta precisa attraverso la quale s’invita la commissione di Bruxelles ad adottare una serie di misure, tra le quali etichette chiare, educazione alimentare e maggiore consumo di ortofrutta e più sport. Secondo l’Assemblea di Strasburgo, occorre riformulare alcuni prodotti per renderli più sani e svilupparne di nuovi, limitare le pubblicità di alimenti nei programmi per bambini, eliminare le merendine dai distributori nelle scuole, migliorare i menù delle mense scolastiche e promuovere ricerca e prevenzione, anche sui rischi delle diete fai da te.

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